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In questa concia viene
utilizzato un minerale abbastanza abbondante in natura, esso si
trova sotto forma di biossido di Zr (ZrO2)
o silicato di Zr (ZrSiO2).
Il brevetto di questa concia risale al 1931 ma la sua scarsa
diffusione è dovuta essenzialmente all’alto costo dei sali
utilizzati che, nonostante l’abbondanza dell’elemento, hanno un
costo di trasformazione molto elevato.
Lo Zr è un elemento di transizione il cui numero di ossidazione
più stabile è +4. In soluzione acquosa non si trovano comunque
ioni Zr4+ ma ioni
ZrO2+ detto ione
zirconile. Anche lo Zr in acqua è in grado di formare dei
complessi che comprendono nella loro sfera di coordinazione fino
a 7-8 legandi.
Tecnicamente anche i sali si considerano formati dallo ione
zirconile, quindi non si avrà il solfato di Zr ma di zirconile
(con formula ZrOSO4) ed allo stesso modo non avremo il cloruro
di Zr ma di zirconile.
Anche i complessi saranno formati dallo zirconile come legante.
Per quanto riguarda la basicità si esprime considerando la
valenza 4+ quindi complessi contenenti un gruppo OH verranno
considerati, secondo la definizione, al 25% di basicità.
I complessi monobasici e superiori sono in grado di formare olo
ed oxo composti simili a quelli visti per il cromo ma aventi un
numero complessivo di atomi di metallo inferiore; ciò conferisce
allo zirconio delle caratteristiche riempienti minori.
Il processo di concia ha inizio dal bagno di pikel che deve
essere preparato a pH inferiore rispetto a quello della concia
al cromo, valore compreso tra 1 e 2,4. I sali utilizzati sono a
bassa basicità e mascherati con formiato, acetato o citrato ma
mai con composti chelanti che formerebbero complessi troppo
stabili.
Al pH di concia lo zirconio in soluzione è già parzialmente
oxalato a causa causato degli equilibri idrolitici che sono
ampiamente spostati verso destra.
La quantità di zirconio fissata al cuoio aumenta con l’aumentare
dello zirconio offerto fino ad un valore massimo raggiunto in
corrispondenza del 10% di ZrO2
offerto. |