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CONCIA AI SOLFOCLORURI

Si tratta di un tipo di concia abbastanza recente, risale al 1948 e fu studiata da Immendörfer. Si sfrutta la reazione tra il collagene e un solfocloruro o paraffine solfoclorurate derivanti dalla reazione di una paraffina con cloro e anidride solforosa:

La reazione descritta non avviene industrialmente in maniera stechiometrica ma dalla paraffina si ottiene una miscela di polisolfocloruri e paraffine non solfoclorurate:

Una delle reazioni tipiche del gruppo –SO2Cl è quella con le ammine, il gruppo amminico si sostituische all’alogeno eliminando così una molecola di acido cloridrico, il risultato è un legame covalente con formazione una solfoammide.

Se la paraffina reagisce con un solo gruppo amminico allora non si ha concia poiché non c’è reticolazione tra catene diverse ma se la paraffina possiede più di un gruppo solfocloruro allora la reticolazione è possibile.

Il legame tra conciante e collagene è di tipo covalente e quindi non idrolizzabile dai sali e resistente agli acidi e alle basi. La reattività del collagene è comunque limitata poiché i gruppi amminici laterali sono inferiori rispetto ai gruppi carbossilici e alcuni di questi reagiranno con la paraffina monosolfoclorurata che è il composto presente in maggior quantità nel prodotto aggiunto.

FORMULAZIONE DEL PROCESSO

Bisogna tenere presente che la paraffina solfoclorurata a pH elevato reagisce per formare un acido solfonico il quale non ha effetto conciante ma proprietà tensioattive.
Dopo macerazione quindi si effettua un pikel a pH 4 lavorando sempre in presenza di NaCl per evitare il gonfiamento acido, si aggiunge ora la paraffina in quantità variabile tra il 4 e il 6%. A questo valore di pH i gruppi amminici sono tutti protonati e quindi non in grado di reagire, si procede così con la basifica mediante una soluzione di sale a reazione acida. Da pH 6 i gruppi amminici tornano ad essere non caricati e possono reagire fissando in 3-4 ore circa il 70% del conciante offerto, la basifica intanto procede e la concia si termina a pH 8.

CARATTERISTICHE E IMPIEGHI

Le caratteristiche dei cuoi conciati ai solfocloruri sono simili a quelli dei cuoi conciati all’olio tranne per la mano che si presenta più secca. Anche gli impieghi sono analoghi ma i vantaggi sono notevoli, infatti è possibile lavorare in bottali normali e la reazione viene completata in bottale evitando quindi le camere di ossidazione o sistemi di controllo della temperatura.