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CONCIA ALL'OLIO |
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Si tratta certamente del più
antico conciante organico, veniva impiegato per produrre il
cuoio scamosciato o camoscio inteso seconda la prima
definizione, data dalla associazione francese dei chimici del
cuoio, come cuoio ovino privato del fiore e conciato con oli di
animali marini.
Un olio per presentare delle caratteristiche concianti deve
essere altamente insaturo, questa peculiarità è tipica degli oli
degli animali marini.
Tecnicamente questa concia viene effettuata in due fasi
distinte: |
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1.
impregnazione: il conciante
viene introdotto meccanicamente nella pelle. Per poter
eseguire questa operazione si deve lavorare in bottali a
martello, cioè bottali i cui pioli sono liberi di
muoversi e di sbattere durante la rotazione contro le
pelli. Questo processo non degrada la pelle visto che tutti
i movimenti sono attutiti dal bagno.
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2.
autossidazione: consiste
nel riscaldamento delle pelli a temperatura di poco
inferiore ai 40°C. Le pelli vengono opportunamente ventilate e mantenute
a temperatura pressoché costante. Durante questa fase l’ossidazione degli oli
presenti porta alla formazione di prodotti in grado di
reagire col cuoio e provocare l’effetto conciante. La
reazione di ossidazione è una reazione esotermica quindi
all’ingresso della camera le pelli vanno a contatto con
aria calda, mentre a mano a mano che la reazione procede
l’aria che va a contatto delle pelli deve
necessariamente essere più fresca per evitare di
superare i 40°C. |
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Il meccanismo della concia
all’olio è relativamente complicato, non è possibile individuare
un’unica reazione ma si tratta di un insieme di reazioni che
probabilmente avvengono contemporaneamente ed in proporzioni
diverse influendo così diversamente sul grado di concia. |
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MECCANISMO DELLA
REAZIONE OLIO-COLLAGENE |
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Il meccanismo si svolge attraverso una serie
di reazioni che possiamo suddividere un due gruppi.
La prima reazione è la polimerizzazione degli oli insaturi con
formazione di una guaina molto sottile che riveste la fibra del
collagene. Dovrebbe essere tale guaina ad evitare l’idrolisi del
collagene e i conseguenti fenomeni putrefattivi, oltre che a
attribuire al cuoio morbidezza derivante dallo scorrimento delle
fibre le une sulle altre. Tuttavia questa reazione non spiega
perché il cuoio conciato all’olio non presenti sostanze
estraibili in solvente.
L’altro gruppo di reazioni prevede l’ossidazione dell’olio con
formazione di composti che sarebbero in grado di reagire col
collagene permettendo la concia.
I meccanismi proposti per questa reazione sono stati numerosi,
il primo prevedeva la reazione tra l’olio altamente insaturo e
l’ossigeno dell’aria con formazione di perossidi. |
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Questi perossidi sarebbero in
grado di reagire coi gruppi amminici del collagene non protonati
secondo la reazione: |
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Tale meccanismo è possibile
anche se poco probabile dato che è molto difficile trovare due
gruppi amminici che si trovino ad una distanza utile da
permettere la reazione.
Altro meccanismo proposto prevedeva l’addizione di acqua ad un
doppio legame: |
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In questo caso la reazione
avviene con un solo gruppo amminico del collagene ed è quindi
cineticamente favorita.
Altra reazione proposta per i doppi legami coniugati consiste
nell’ossidazione con formazione di un idroperossido che può reagire
con due gruppi carbossilici di due catene diverse permettendo
così la reticolazione |
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Quest’ultima reazione
troverebbe conferma nella formazione di legami
covalenti che impediscono l'estrazione con solvente.
Come ultima teoria è stato ipotizzato che non sia l’olio a
conciare ma bensì i prodotti derivanti dalla sua degradazione. |
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Il perossido può scindersi in
due aldeidi ed in questo modo da concia all’olio si passerebbe a
concia all’aldeide. Ad avvallare questa teoria c’è l’odore di
aldeide percepibile nelle camere di ossidazione, ma le
caratteristiche della concia all’olio sono diverse da quelle
della concia all’aldeide quindi questa reazione non può essere
l’unica causa della reticolazione.
In ragioni diverse probabilmente tutte queste reazioni
contribuiscono alla reticolazione che non è comunque spinta, si
raggiungono infatti al massimo Tg di 80°C. |
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FORMULAZIONE DEL
PROCESSO |
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Esistono due possibilità di
condurre la concia all’olio, la prima è quella diretta che alla
fase di impregnazione fa seguire quella di ossidazione, l’altro
metodo consiste nel preconciare il cuoio con formaldeide.
Le pelli macerate vengono trattate con formalina (soluzione
commerciale di formaldeide al 40%). Si mettono in bagno del 100%
di acqua a 20°C e vi si aggiunge 1,5% formalina e 0,5% di
NaHCO3, tutti pesi calcolati sul peso trippa. Si lascia ruotare
per tre ore e si lasciano in bagno per 24 ore controllando che
il pH sia stabile tra 8 e 8,5. A questo punto si scarica il
bagno e le pelli vengono pressate e rasate dal lato carne,
questa preconcia ha già portato la Tg intorno ai 70°C rendendole
in questo modo rasabili.
Le pelli rasate vanno nel bagno a olio in bottale a martelli e
vengono impregnate con olio di pesce in quantità variabile tra
il 20 e il 40% (sul peso rasato). Così impregnate possono essere
inviate alle camere di ossidazione per permettere le reazioni di
reticolazione dell’olio. In alternativa se si possiede un
bottale riscaldato a vapore l’autossidazione di può compiere
direttamente nel bottale, si tratta di un processo vantaggioso
che necessita però di un rigoroso controllo della temperatura
poiché l’ossidazione dell’olio è una reazione esotermica e se la
temperatura aumenta eccessivamente si rischia di superare la
temperatura di gelatinizzazione. Se si esegue l’ossidazione in
bottale questo deve necessariamente essere fornito di un sistema
di circolazione di aria fredda per controllare la temperatura.
Se l’olio non è ben solfitato si rischia inoltre
l’autocombustione dell’olio che può innalzare rapidamente la
temperatura portando le pelli fino alla combustione.
Per questi rischi di gelatinizzare la pelle l’ossidazione in
camera rimane la più sicura.
Al termine della fase di ossidazione si asporta l’olio che non
ha reagito lavando la pelle con solventi, la soluzione di
solvente e grasso che si ottiene dal lavaggio viene trattata per
recuperare il solvente e separarlo dal grasso (il grasso
recuperato in questo modo prende il nome di Moellon-De Gras). |
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CARATTERISTICHE E
IMPIEGHI |
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Peculiarità dei cuoi conciati
all’olio sono il basso peso specifico e l’elevata resistenza
allo strappo (migliore per le pelli non sfiorate). Sono in grado
di scambiare elevati quantitativi d’acqua, resistono bene al
lavaggio e sono stabili ai solventi e al sudore. Il colore
chiaro li rende facilmente tingibili. Per contro presentano una
resistenza idrotermica limitata, al massimo si raggiungono i
70-75°C.
I cuoi conciati all’olio sono utilizzati soprattutto per
produrre articoli sanitari come sottoteli per ospedali,
rivestimento interno per arti artificiali, sottosella. Quando
sono esenti da sale e da sostanze estraibili sono usati per la
filtrazione delle benzine avio. |
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