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LA PELLE |
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Il termine cuoio indica la pelle che, dopo aver subito numerosi trattamenti
fisici, chimici e meccanici, diventa un materiale imputrescibile
che bene si presta ad essere utilizzato dall’industria
manifatturiera per ottenere calzature, pelletteria,
abbigliamento, arredamento, accessori per auto, articoli
tecnici, etc.
Il cuoio viene ottenuto per lo più da pelli comuni di animali da
macello (bovini, suini, ovini, caprini, ecc) che rappresentano
un sottoprodotto pregiato dell’industria alimentare, dotato di
un considerevole valore commerciale. |
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| MORFOLOGIA DELLA PELLE |
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Le pelli dei mammiferi sono
essenzialmente uguali per quanto riguarda la loro costituzione
istologica e nella loro sezione trasversale si possono
distinguere tre strati principali: epidermide, derma e strato
sottocutaneo. |
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Dal punto di vista della
composizione chimica una pelle bovina è costituita in media dal
64% di acqua, il 33% di proteine, il 2% di grassi, lo 0,5% di
sostanze minerali e lo 0,5% di altre sostanze. |
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EPIDERMIDE
In una pelle bovina rappresenta circa l’1% del suo spessore, è
la parte più esterna della pelle e durante la sua trasformazione
in cuoio, ad eccezione della lavorazione di pelli per
pellicceria, viene eliminata nel calcinaio con tutti i suoi
annessi (peli, follicoli, ghiandole sebacee e sudoripare, etc.).
L’epidermide appare come uno strato omogeneo, anche se ad
un’analisi microscopica si rivela costituita da cinque strati di
cellule sovrapposti:
- strato corneo (più esterno), è
formato da vari strati di cellule appiattite, senza nucleo,
costituite da lamelle di cheratina delimitate da una membrana
plasmatica molto ispessita. Queste lamelle sono strettamente
stipate tra loro nello strato profondo, mentre si allontanano e
desquamano nello strato superficiale;
- strato lucido, è formato da vari
strati di cellule prive di nucleo, di forma schiacciata e
compatte. Esse contengono una sostanza oleosa detta eleidina;
- strato granuloso, è formato da cellule appiattite disposte in
pochi strati, contengono nel loro citoplasma granuli di cheratoialina che partecipano al processo di formazione della
cheratina. I nuclei di queste cellule presentano segni di
alterazioni involutive;
- strato spinoso, è costituito da
cellule disposte in più strati dove quelle appartenenti agli
strati più esterni assumono forma appiattita;
- strato di Malpighi (più interno),
è costituito da numerosi strati di cellule dei quali il più
profondo, a diretto contatto con la membrana ialina del derma, è
detto strato basale o germinativo. Questo strato è costituito da
cellule complete di forma cilindrica che originano tutte le
altre cellule dell’epidermide.
Sia l’epidermide che il pelo sono costituiti soprattutto da
cheratina, una proteina caratterizzata dalla presenza di residui
cistinici e quindi legami disolfuro tra catene
proteiche adiacenti R-CH2-S-S-CH2-R.
Questa struttura particolare conferisce alla cheratina una
grande resistenza all’attacco proteolitico e chimico da acidi e
basi diluiti, mentre la rende molto facilmente attaccabile dalle
sostanze ad azione riducente. |
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A livello della separazione
tra epidermide e derma si trova la
membrana ialina che viene messa a nudo nelle operazioni
di calcinaio e caratterizza, con la disposizione delle papille
tattili e dei canali dei peli, la grana del fiore. Il disegno
della grana del fiore è caratteristico per ogni specie animale e
quindi consente di risalire alla specie animale dalla quale il
cuoio è stato ottenuto. |
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DERMA
In una pelle bovina rappresenta circa l’85% del suo spessore, si
trova sotto l’epidermide ed è lo strato della pelle che ad opera
del conciante viene trasformato in cuoio.
Il derma è costituito da tessuto connettivo il cui componente
principale sono le fibre di collagene.
Nel derma oltre al collagene è contenuta anche l’elastina
assieme ad altre proteine non strutturate ad azione cementante,
come le albumine e le globuline, che vengono eliminate nelle
lavorazioni di riviera.
Nel derma sono presenti due strati a struttura diversa:
- strato papillare o superiore, è
lo strato più esterno del derma e si trova tra l’epidermide e la
base dei peli. E’ caratterizzato da un fitto intreccio di fibre
collageniche moto sottili orienate perpendicolarmente alla
superficie della pelle; tra le fibre collageniche sono inserite
fibre elastiche che hanno il compito di conferire elasticità
alla pelle. Lo strato papillare è molto importante in quanto
costituisce la parte più pregiata della pelle che prende il nome
di fiore.
- strato reticolare o inferiore, è
lo strato più interno del derma e si trova a contatto con il
tessuto sottocutaneo. E’ caratterizzato da spessi fasci di fibre
collageniche che mostrano orientazione variabile fino a
diventare paralleli alla superficie della pelle negli strati più
profondi del derma. Queste fibre che si intrecciano in più
direzioni sono le responsabili delle caratteristiche di
resistenza fisica del cuoio e vanno a costituire quella che
normalmente prende il nome di crosta o quello che normalmente
viene denominato lato carne.
Lo strato reticolare è adeso allo strato papillare attraverso
una zona di giunzione molto delicata, può accadere che errori
durante la lavorazione portino ad un allentamento del tessuto
fibroso in questa zona con sdoppiamento dei due strati; questo
fenomeno è causa di un difetto del cuoio che va sotto il nome di
soffiatura. |
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TESSUTO
SOTTOCUTANEO
In una pelle bovina rappresenta circa il 14% dello
spessore della pelle, si trova sotto il derma ed ha il compito
di fissare la pelle ai tessuti sottostanti. E’ costituito in
gran parte di adipe e di fibre di collagene disposte
parallelamente alla superficie della pelle. Il tessuto
sottocutaneo viene in buona parte rimosso durante la scuoiatura
dell’animale e, come l’epidermide, viene completamente eliminato
durante il processo conciario nell’operazione di scarnatura. Il
residuo della scarnatura prende il nome di carniccio
ed è destinato all’industria dei grassi per ottenere emulgatori. |
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Altri
componenti della pelle sono le ghiandole sudorifere, le ghiandole sebacee, i muscoli erettori
ecc. |
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| IL COLLAGENE |
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Il componente della pelle che
più interessa il conciatore è il collagene, la proteina che
reagisce direttamente con le sostanze utilizzate nel processo
conciario.
Le fibre di collagene formano la maggior parte del derma della
cosiddetta pelle in trippa, cioè della pelle scarnata, depilata e pronta
per la concia.
Il collagene è una proteina
fibrosa. Ogni fibra di collagene è costituita da un insieme di
fibrille del diametro di circa 0,1 µm e ogni fibrilla è formata
da filamenti di tropocollagene di diametro circa cento volte
inferiore. Il tropocollagene è formato da tre catene
polipeptidiche che, intrecciandosi compongono una tripla elica. |
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tripla elica |
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Le catene polipeptidiche sono macromolecole
formate da una sequenza di di a-amminoacidi
uniti tra loro da legami peptidici.
Gli a-amminoacidi contengono nella loro molecola
un gruppo -COOH e un gruppo -NH2 legato ad un C in
a rispetto al gruppo carbossilico: |
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R indica la catena laterale.
Al variare della natura di R si possono ottenere tutti gli
amminoacidi naturali e sintetici conosciuti. In generale una
proteina contiene venti diversi tipi di amminoacidi, cioè venti
tipi di catene laterali fra loro differenti per dimensione,
carica, capacità di formare legami e reattività chimica. |
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A prescindere dal tipo di catena laterale, gli amminoacidi in
soluzione a pH neutro sono ioni dipolari; le funzioni amminiche
(-NH2) tendono a protonarsi (NH3+) ed i gruppi
carbossilici (-COOH) tendono a dissociarsi (-COO-).
Lo stato di ionizzazione dipende dal pH del mezzo per cui in una
soluzione molto acida, il gruppo carbossilico non avrà la
possibilità di dissociarsi mentre la funzione amminica sarà
protonata; viceversa in soluzione alcalina. |
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La possibilità di ionizzazione delle catene polipeptidiche in funzione del pH
del mezzo è di fondamentale importanza
nel processo conciario. |
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Gli amminoacidi legandosi fra
loro mediante un legame peptidico, ottenuto per eliminazione
formale di una molecola d'acqua tra un gruppo amminico e
carbossilico di due amminoacidi diversi, formano le catene
polipeptidiche: |
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CARATTERISTICHE DEL
COLLAGENE |
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Le caratteristiche più
interessanti del collagene sono: il punto isoelettrico e la
temperatura di
contrazione |
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Punto
isoelettrico P.I.
Questa caratteristica permette di stabilire la reattività
della pelle durante la lavorazione.
Il punto isoelettrico P.I. indica il valore del pH del mezzo per
il quale le cariche positive e negative della proteina sono
perfettamente bilanciate.
Come gli amminoacidi anche le proteine presentano un carattere
anfotero; per questo quando il collagene viene immesso in un
bagno acido, le cariche negative dei suoi gruppi carbossilici
vengono neutralizzate dai protoni del mezzo; questo fa sì che
complessivamente la proteina risulti carica positivamente (pelle
cationica). Viceversa, quando il collagene
è immesso in un bagno alcalino, le cariche positive vengono
neutralizzate dagli ioni OH− del mezzo
e nel complesso la proteina risulta carica negativamente (pelle anionica), |
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carattere anfotero del collagene |
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Variando il valore del pH del mezzo si può raggiungere la
condizione per cui nessuna migrazione di carica è osservata, si
raggiunge cioè il punto isoelettrico della proteina (P.I.) la
cui determinazione esatta è effettuata con tecniche
elettroforetiche.
Il P.I. del collagene è circa 7,5. In bagni caratterizzati da pH
al di sopra di questo valore, la proteina sarà caricata
negativamente, mentre al di sotto di 7.5 sarà caricata
positivamente.
A valori di pH prossimi al suo P.I, il collagene è
caratterizzato da una grande inerzia chimico-fisica: ha infatti
la minima tendenza a reagire, la minima viscosità e la minimo gonfiamento. |
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Temperatura di gelatinizzazione o contrazione Tg
La temperatura al di sopra della quale il collagene comincia a
ricevere danni dall'azione dell’acqua è detta temperatura di
gelatinizzazione o contrazione (Tg).
Infatti a temperature superiori ai 50 °C il derma subisce gravi danni
dall'azione dell'acqua, la pelle si contre e si
attorciglia; inoltre facendo bollire l'acqua
per un certo periodo, a seguito della denaturazione delle
proteine, il derma si scioglie dando origine ad una soluzione
gelatinosa.
Mediante la concia la struttura fibrosa della pelle viene
stabilizzata e di conseguenza la Tg aumenta. La temperatura di
contrazione dipende dal tipo di conciante usato, indicativamente
per cuoi conciati al cromo avremo valori di valori di Tg>100°C,
per cuoi conciati vegetale Tg è circa 70°C e per cuoi conciati
con glutaraldeide il valore di Tg si arriva sugli 80°C |
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