Ricordo del prof. Mauro Berto
COMUNICAZIONE IMPORTANTE
In questa sezione del sito era presente, fino a poco tempo fa, un " Glossario dei termini piщ usati in conceria ". Il glossario in questione fa parte del libro " Macchine e Impianti di Conceria " (ed. Levrotto & Bella) scritto dal Prof. Vincenzo Caniglia e quindi di sua esclusiva proprietа. Purtroppo, per un grave errore, l'inserimento nel sito и avvenuto senza la necessaria autorizzazione e senza ripotare la provenienza; appena ne siamo venuti a conoscenza il glossario и stato tolto dal sito. Ci scusiamo per l'accaduto con il Prof. Vincenzo Caniglia.
HOME INTRODUZIONE LEZIONI APPROFONDIMENTI SITO DELLA SCUOLA Il Prof. Mauro Berto , per molti anni insegnante di tecnologia conciaria presso il nostro istituto, ci ha lasciato l'undici giugno del 2004. E' stato per tutti noi un grande amico, ma anche un autentico maestro che con il suo esempio ci ha insegnato l'amore per la scienza, la dedizione continua e disinteressata al lavoro, allo studio; l'ostinata determinazione nella ricerca della chiarezza e della semplicitа. E' stato un uomo parco di parole, di grande sensibilitа che non ha mai voluto ostentare, non ha mai rincorso il potere ne l'affermazione personale. Oltre tutto ciт di Lui ci restano il ricordo della sua tenacia, della sua caparbietа, della sua grande forza nell'affrontare ogni cosa. Tra le varie iniziative promosse per ricordarlo si и deciso realizzare questa sezione del sito dell'Istituto. Il lavoro и stato suddiviso in tre parti • una parte introduttiva dove vengono esposti brevemente alcuni concetti di base sulla pelle e sul processo di produzione del cuoio; • gli appunti delle lezioni di tecnologia conciaria raccolti da un suo allievo; • una raccolta di scritti che ha lasciato che permettono di approfondire le sue lezioni. La figura umana e professionale del Prof. Mauro Berto и descritta molto bene nell'articolo pubblicato su Il Giornale di Vicenza un mese dopo la sua scomparsa e che qui di seguito riportiamo "Se ne и andato un mese fa improvvisamente. Aveva salutato brevemente un lunedм mattina la sua classe, era passato in conceria per dare gli ultimi ordini prima della chiusura estiva della scuola e l'inizio degli esami. "Torno presto vado ad un controllo perchи non sto bene". All'istituto conciario non l'abbiamo piщ visto". Con queste parole il professor Angelo Forestan ricorda il collega ed amico Mauro Berto, scomparso l'11 giugno scorso dopo un breve ricovero nel nuovo ospedale di Valdagno. Berto era nato ad Arzignano 51 anni fa ma risiedeva a Montecchio con la moglie Flavia e il figlio Federico. Ad un mese di distanza dalla triste ricorrenza della sua morte si moltiplicano le testimonianze di affetto, stima e riconoscenza per un uomo in cui le doti professionali e la carica umana formavano un mix straordinario, inscindibile. Per molti irripetibile. Ora, nel momento in cui la scuola dove ha insegnato per vent'anni и pronta ad intitolarli una fondazione e, quasi sicuramente, anche la conceria annessa all'istituto, nel momento in cui la sezione concia dell'Associazione industriali ha deciso di istituire una borsa di studio in suo onore, alcuni dei tanti che hanno avuto la fortuna di conoscerlo ed apprezzarlo uniscono le voci in questo ultimo, commovente saluto. L'insegnamento Inutile cercare altrove, i due mondi che l'hanno sempre ispirato sono due: la scuola e l'industria. E' sempre Forestan a dare uno spaccato del Berto insegnante. "Dal 1984 dopo il diploma in chimica conciaria all'ITIS Galilei e la laurea in chimica industriale a Padova, Berto ha insegnato tecnologia conciaria e 500 diplomati hanno avuto la fortuna di averlo come insegnante. Arzignanese purosangue, rude quanto basta, legato alla sua terra e alla sua gente, parco di parole, di profondo sentire e di sensibilitа che non ha mai voluto esprimere; schivo da ogni forma di potere o di affermazione personale. In vent'anni insieme come insegnante delle classi quarte e quinte non ha mai dato un cinque in pagella; lui diceva che avrebbero imparato dopo. Importanti erano l'esempio, la dedizione continua al lavoro, allo studio, l'interesse, la curiositа. Fare cose "nuove". Sono gli stessi suoi alunni che li riconoscono queste doti. "Dopo il suo ricovero ospedaliero ci aveva promesso un ritorno prima degli esami di maturitа - ricordano con una lettera i diplomati 2004 del Galilei - purtroppo cosм non и stato e la notizia della sua morte ci ha lasciato sgomenti. Avremmo saputo affrontare l'esame senza il nostro maestro? Oggi, ad un mese dalla sua scomparsa, sappiamo che c'era, con la sua presenza rassicurante e schietta, con i suoi consigli, con le sue battute. Se il nostro futuro di tecnici ci da soddisfazione questo lo dovremo molto anche a lui. In ogni caso, i suoi "giovinotti non lo dimenticheranno". Industria della concia Un segno indelebile Berto l'ha lasciato anche nella vita del polo conciario arzignanese, per il quale si и speso sotto tutti i punti di vista. Era anche titolare in comproprietа di un laboratorio di analisi ad Arzignano. "La nostra avventura comune и iniziata dai banchi di scuola del conciario passando per i banchetti dell'universitа di Padova e approdando poi, 23 anni fa, alla nuova sfida assieme a Carlo, di entrare nel mondo del lavoro con un nostro piccolo laboratorio - ricorda il suo socio Ruggero Armelli -. Le discussioni erano continue per far capire ai clienti l'importanza della depurazione, del controllo chimico-fisico e del processo produttivo, quando non si sapeva neppure cos'era il COD. Professionale, non invadente, aveva iniziato a raccogliere riconoscimenti e soddisfazioni per il suo lavoro. Sarа impossibile sostituire la sua immagine di uomo concreto e affidabile, ma il suo ricordo и uno slancio ulteriore per continuare e migliorare quello che abbiamo cominciato assieme". Lo rimpiange anche il presidente della Sezione Concia dell'Associazione Industriali, Giannino Beschin. "Con Mauro Berto la conceria italiana ha perso uno dei suoi uomini migliori - dice - un esempio di passione e caparbietа di cui andavamo fieri per il contributo scientifico che aveva saputo fornire alla crescita del nostro settore, che fino a pochi anni fa si caratterizzava sostanzialmente come antica arte di trattare le pelli. Perт, il suo sapere, la capacitа di accompagnare con meticolose documentazioni ogni proposta innovativa, sia nel processo di lavorazione che nei metodi di depurazione, non gli faceva mai perdere quel gusto per le sorprese che la "pelle" riserva ogni giorno, portandolo spesso ad aiutare concerie nell'affrontare i loro problemi quotidiani". Il ritratto di un professionista sempre attento e curioso и lo stesso che emerge dalle parole di Santo Mastrotto, che con Berto ebbe occasione di collaborare nel 1996 ai tempi della sua presidenza all'Associazione italiana dei chimici del cuoio. "E' scomparso un vero amico e soprattutto un grande tecnico, esperto ricercatore, insostituibile e importantissimo per il nostro settore conciario" dice Mastrotto "Ha accompagnato e illuminato la crescita di intere generazioni di conciari, la sua presenza и stata preziosa come punto di coesione fra il mondo accademico e la realtа conciaria di Arzignano. E' stato un ottimo insegnante e un abile imprenditore con cui mi ritengo fortunato di aver collaborato". L'importanza dell'opera svolta da Mauro Berto in seno all'Aicc и ricordata anche da Sergio Enrico, rappresentante di zona dell'Associazione, che lo ricorda come "un modello per la Commissione tecnica dell'Aicc per la valutazione dei lavori provenienti da tutto il mondo conciario". Ma Berto aveva dato il suo contributo anche all'Amministrazione comunale, come consulente della Commissione ambiente. Edgardo Stefani, ex presidente dell'allora Consorzio Fic, oggi Acque del Chiampo Spa, nonchй presidente per 10 anni della Commissione ambiente del Comune di Arzignano lo ricorda cosм: "Mauro era un personaggio che taluni aspetti della sua professione era di levatura internazionale; tuttavia riusciva a mettersi al servizio del settore in modo semplice, bonario, dimostrando una competenza unica ed una passione straordinaria. Il mondo della scuola e dell'industria rappresentavano per lui un ambito di lavoro senza soluzione di continuitа: ha dato un respiro piщ ampio al suo operato accettando di partecipare senza nulla pretendere ai lavori di numerose commissioni tecniche promosse da Comune di Arzignano per lo studio delle problematiche ambientali della nostra valle. Sempre generoso, sempre disponibile." La chiusura и di nuovo compito da lasciare alle ispirate parole del suo collega dell'ITIS Galilei Angelo Forestan. "Mauro non c'и piщ. Egli perт vive e vivrа nei suoi allievi. Alcuni sono ormai uomini. Tanti, come lui, quotidianamente, con la stessa passione, dedizione, spirito arzignanese entrano in conceria perchи la nostra terra viva. Dimenticavo, quasi, che tutti i suoi allievi di 5 CS sono stati promossi. Negli ultimi mesi Mauro era preoccupato, lui non stava bene e loro si erano presi qualche libertа. "Cammina!" diceva allo studente poco volenteroso o sfaticato nel laboratorio della conceria. Ora camminare tocca a voi, ad Andrea, a Giovanni, a Nicolas, a Gicomo, a Giovanni, a Samuele, ad Elena, a Nicolт, ad Ego, ad Enrico..... e a tutti gli altri 500".
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Il Prof. Mauro Berto , per molti anni insegnante di tecnologia conciaria presso il nostro istituto, ci ha lasciato l'undici giugno del 2004. E' stato per tutti noi un grande amico, ma anche un autentico maestro che con il suo esempio ci ha insegnato l'amore per la scienza, la dedizione continua e disinteressata al lavoro, allo studio; l'ostinata determinazione nella ricerca della chiarezza e della semplicitа. E' stato un uomo parco di parole, di grande sensibilitа che non ha mai voluto ostentare, non ha mai rincorso il potere ne l'affermazione personale. Oltre tutto ciт di Lui ci restano il ricordo della sua tenacia, della sua caparbietа, della sua grande forza nell'affrontare ogni cosa. Tra le varie iniziative promosse per ricordarlo si и deciso realizzare questa sezione del sito dell'Istituto. Il lavoro и stato suddiviso in tre parti • una parte introduttiva dove vengono esposti brevemente alcuni concetti di base sulla pelle e sul processo di produzione del cuoio; • gli appunti delle lezioni di tecnologia conciaria raccolti da un suo allievo; • una raccolta di scritti che ha lasciato che permettono di approfondire le sue lezioni. La figura umana e professionale del Prof. Mauro Berto и descritta molto bene nell'articolo pubblicato su Il Giornale di Vicenza un mese dopo la sua scomparsa e che qui di seguito riportiamo "Se ne и andato un mese fa improvvisamente. Aveva salutato brevemente un lunedм mattina la sua classe, era passato in conceria per dare gli ultimi ordini prima della chiusura estiva della scuola e l'inizio degli esami. "Torno presto vado ad un controllo perchи non sto bene". All'istituto conciario non l'abbiamo piщ visto". Con queste parole il professor Angelo Forestan ricorda il collega ed amico Mauro Berto, scomparso l'11 giugno scorso dopo un breve ricovero nel nuovo ospedale di Valdagno. Berto era nato ad Arzignano 51 anni fa ma risiedeva a Montecchio con la moglie Flavia e il figlio Federico. Ad un mese di distanza dalla triste ricorrenza della sua morte si moltiplicano le testimonianze di affetto, stima e riconoscenza per un uomo in cui le doti professionali e la carica umana formavano un mix straordinario, inscindibile. Per molti irripetibile. Ora, nel momento in cui la scuola dove ha insegnato per vent'anni и pronta ad intitolarli una fondazione e, quasi sicuramente, anche la conceria annessa all'istituto, nel momento in cui la sezione concia dell'Associazione industriali ha deciso di istituire una borsa di studio in suo onore, alcuni dei tanti che hanno avuto la fortuna di conoscerlo ed apprezzarlo uniscono le voci in questo ultimo, commovente saluto. L'insegnamento Inutile cercare altrove, i due mondi che l'hanno sempre ispirato sono due: la scuola e l'industria. E' sempre Forestan a dare uno spaccato del Berto insegnante. "Dal 1984 dopo il diploma in chimica conciaria all'ITIS Galilei e la laurea in chimica industriale a Padova, Berto ha insegnato tecnologia conciaria e 500 diplomati hanno avuto la fortuna di averlo come insegnante. Arzignanese purosangue, rude quanto basta, legato alla sua terra e alla sua gente, parco di parole, di profondo sentire e di sensibilitа che non ha mai voluto esprimere; schivo da ogni forma di potere o di affermazione personale. In vent'anni insieme come insegnante delle classi quarte e quinte non ha mai dato un cinque in pagella; lui diceva che avrebbero imparato dopo. Importanti erano l'esempio, la dedizione continua al lavoro, allo studio, l'interesse, la curiositа. Fare cose "nuove". Sono gli stessi suoi alunni che li riconoscono queste doti. "Dopo il suo ricovero ospedaliero ci aveva promesso un ritorno prima degli esami di maturitа - ricordano con una lettera i diplomati 2004 del Galilei - purtroppo cosм non и stato e la notizia della sua morte ci ha lasciato sgomenti. Avremmo saputo affrontare l'esame senza il nostro maestro? Oggi, ad un mese dalla sua scomparsa, sappiamo che c'era, con la sua presenza rassicurante e schietta, con i suoi consigli, con le sue battute. Se il nostro futuro di tecnici ci da soddisfazione questo lo dovremo molto anche a lui. In ogni caso, i suoi "giovinotti non lo dimenticheranno". Industria della concia Un segno indelebile Berto l'ha lasciato anche nella vita del polo conciario arzignanese, per il quale si и speso sotto tutti i punti di vista. Era anche titolare in comproprietа di un laboratorio di analisi ad Arzignano. "La nostra avventura comune и iniziata dai banchi di scuola del conciario passando per i banchetti dell'universitа di Padova e approdando poi, 23 anni fa, alla nuova sfida assieme a Carlo, di entrare nel mondo del lavoro con un nostro piccolo laboratorio - ricorda il suo socio Ruggero Armelli -. Le discussioni erano continue per far capire ai clienti l'importanza della depurazione, del controllo chimico-fisico e del processo produttivo, quando non si sapeva neppure cos'era il COD. Professionale, non invadente, aveva iniziato a raccogliere riconoscimenti e soddisfazioni per il suo lavoro. Sarа impossibile sostituire la sua immagine di uomo concreto e affidabile, ma il suo ricordo и uno slancio ulteriore per continuare e migliorare quello che abbiamo cominciato assieme". Lo rimpiange anche il presidente della Sezione Concia dell'Associazione Industriali, Giannino Beschin. "Con Mauro Berto la conceria italiana ha perso uno dei suoi uomini migliori - dice - un esempio di passione e caparbietа di cui andavamo fieri per il contributo scientifico che aveva saputo fornire alla crescita del nostro settore, che fino a pochi anni fa si caratterizzava sostanzialmente come antica arte di trattare le pelli. Perт, il suo sapere, la capacitа di accompagnare con meticolose documentazioni ogni proposta innovativa, sia nel processo di lavorazione che nei metodi di depurazione, non gli faceva mai perdere quel gusto per le sorprese che la "pelle" riserva ogni giorno, portandolo spesso ad aiutare concerie nell'affrontare i loro problemi quotidiani". Il ritratto di un professionista sempre attento e curioso и lo stesso che emerge dalle parole di Santo Mastrotto, che con Berto ebbe occasione di collaborare nel 1996 ai tempi della sua presidenza all'Associazione italiana dei chimici del cuoio. "E' scomparso un vero amico e soprattutto un grande tecnico, esperto ricercatore, insostituibile e importantissimo per il nostro settore conciario" dice Mastrotto "Ha accompagnato e illuminato la crescita di intere generazioni di conciari, la sua presenza и stata preziosa come punto di coesione fra il mondo accademico e la realtа conciaria di Arzignano. E' stato un ottimo insegnante e un abile imprenditore con cui mi ritengo fortunato di aver collaborato". L'importanza dell'opera svolta da Mauro Berto in seno all'Aicc и ricordata anche da Sergio Enrico, rappresentante di zona dell'Associazione, che lo ricorda come "un modello per la Commissione tecnica dell'Aicc per la valutazione dei lavori provenienti da tutto il mondo conciario". Ma Berto aveva dato il suo contributo anche all'Amministrazione comunale, come consulente della Commissione ambiente. Edgardo Stefani, ex presidente dell'allora Consorzio Fic, oggi Acque del Chiampo Spa, nonchй presidente per 10 anni della Commissione ambiente del Comune di Arzignano lo ricorda cosм: "Mauro era un personaggio che taluni aspetti della sua professione era di levatura internazionale; tuttavia riusciva a mettersi al servizio del settore in modo semplice, bonario, dimostrando una competenza unica ed una passione straordinaria. Il mondo della scuola e dell'industria rappresentavano per lui un ambito di lavoro senza soluzione di continuitа: ha dato un respiro piщ ampio al suo operato accettando di partecipare senza nulla pretendere ai lavori di numerose commissioni tecniche promosse da Comune di Arzignano per lo studio delle problematiche ambientali della nostra valle. Sempre generoso, sempre disponibile." La chiusura и di nuovo compito da lasciare alle ispirate parole del suo collega dell'ITIS Galilei Angelo Forestan. "Mauro non c'и piщ. Egli perт vive e vivrа nei suoi allievi. Alcuni sono ormai uomini. Tanti, come lui, quotidianamente, con la stessa passione, dedizione, spirito arzignanese entrano in conceria perchи la nostra terra viva. Dimenticavo, quasi, che tutti i suoi allievi di 5 CS sono stati promossi. Negli ultimi mesi Mauro era preoccupato, lui non stava bene e loro si erano presi qualche libertа. "Cammina!" diceva allo studente poco volenteroso o sfaticato nel laboratorio della conceria. Ora camminare tocca a voi, ad Andrea, a Giovanni, a Nicolas, a Gicomo, a Giovanni, a Samuele, ad Elena, a Nicolт, ad Ego, ad Enrico..... e a tutti gli altri 500".
Il Prof. Mauro Berto , per molti anni insegnante di tecnologia conciaria presso il nostro istituto, ci ha lasciato l'undici giugno del 2004. E' stato per tutti noi un grande amico, ma anche un autentico maestro che con il suo esempio ci ha insegnato l'amore per la scienza, la dedizione continua e disinteressata al lavoro, allo studio; l'ostinata determinazione nella ricerca della chiarezza e della semplicitа. E' stato un uomo parco di parole, di grande sensibilitа che non ha mai voluto ostentare, non ha mai rincorso il potere ne l'affermazione personale. Oltre tutto ciт di Lui ci restano il ricordo della sua tenacia, della sua caparbietа, della sua grande forza nell'affrontare ogni cosa.
Tra le varie iniziative promosse per ricordarlo si и deciso realizzare questa sezione del sito dell'Istituto. Il lavoro и stato suddiviso in tre parti
• una parte introduttiva dove vengono esposti brevemente alcuni concetti di base sulla pelle e sul processo di produzione del cuoio; • gli appunti delle lezioni di tecnologia conciaria raccolti da un suo allievo; • una raccolta di scritti che ha lasciato che permettono di approfondire le sue lezioni.
La figura umana e professionale del Prof. Mauro Berto и descritta molto bene nell'articolo pubblicato su Il Giornale di Vicenza un mese dopo la sua scomparsa e che qui di seguito riportiamo
"Se ne и andato un mese fa improvvisamente. Aveva salutato brevemente un lunedм mattina la sua classe, era passato in conceria per dare gli ultimi ordini prima della chiusura estiva della scuola e l'inizio degli esami. "Torno presto vado ad un controllo perchи non sto bene". All'istituto conciario non l'abbiamo piщ visto". Con queste parole il professor Angelo Forestan ricorda il collega ed amico Mauro Berto, scomparso l'11 giugno scorso dopo un breve ricovero nel nuovo ospedale di Valdagno. Berto era nato ad Arzignano 51 anni fa ma risiedeva a Montecchio con la moglie Flavia e il figlio Federico. Ad un mese di distanza dalla triste ricorrenza della sua morte si moltiplicano le testimonianze di affetto, stima e riconoscenza per un uomo in cui le doti professionali e la carica umana formavano un mix straordinario, inscindibile. Per molti irripetibile. Ora, nel momento in cui la scuola dove ha insegnato per vent'anni и pronta ad intitolarli una fondazione e, quasi sicuramente, anche la conceria annessa all'istituto, nel momento in cui la sezione concia dell'Associazione industriali ha deciso di istituire una borsa di studio in suo onore, alcuni dei tanti che hanno avuto la fortuna di conoscerlo ed apprezzarlo uniscono le voci in questo ultimo, commovente saluto. L'insegnamento Inutile cercare altrove, i due mondi che l'hanno sempre ispirato sono due: la scuola e l'industria. E' sempre Forestan a dare uno spaccato del Berto insegnante. "Dal 1984 dopo il diploma in chimica conciaria all'ITIS Galilei e la laurea in chimica industriale a Padova, Berto ha insegnato tecnologia conciaria e 500 diplomati hanno avuto la fortuna di averlo come insegnante. Arzignanese purosangue, rude quanto basta, legato alla sua terra e alla sua gente, parco di parole, di profondo sentire e di sensibilitа che non ha mai voluto esprimere; schivo da ogni forma di potere o di affermazione personale. In vent'anni insieme come insegnante delle classi quarte e quinte non ha mai dato un cinque in pagella; lui diceva che avrebbero imparato dopo. Importanti erano l'esempio, la dedizione continua al lavoro, allo studio, l'interesse, la curiositа. Fare cose "nuove". Sono gli stessi suoi alunni che li riconoscono queste doti. "Dopo il suo ricovero ospedaliero ci aveva promesso un ritorno prima degli esami di maturitа - ricordano con una lettera i diplomati 2004 del Galilei - purtroppo cosм non и stato e la notizia della sua morte ci ha lasciato sgomenti. Avremmo saputo affrontare l'esame senza il nostro maestro? Oggi, ad un mese dalla sua scomparsa, sappiamo che c'era, con la sua presenza rassicurante e schietta, con i suoi consigli, con le sue battute. Se il nostro futuro di tecnici ci da soddisfazione questo lo dovremo molto anche a lui. In ogni caso, i suoi "giovinotti non lo dimenticheranno". Industria della concia Un segno indelebile Berto l'ha lasciato anche nella vita del polo conciario arzignanese, per il quale si и speso sotto tutti i punti di vista. Era anche titolare in comproprietа di un laboratorio di analisi ad Arzignano. "La nostra avventura comune и iniziata dai banchi di scuola del conciario passando per i banchetti dell'universitа di Padova e approdando poi, 23 anni fa, alla nuova sfida assieme a Carlo, di entrare nel mondo del lavoro con un nostro piccolo laboratorio - ricorda il suo socio Ruggero Armelli -. Le discussioni erano continue per far capire ai clienti l'importanza della depurazione, del controllo chimico-fisico e del processo produttivo, quando non si sapeva neppure cos'era il COD. Professionale, non invadente, aveva iniziato a raccogliere riconoscimenti e soddisfazioni per il suo lavoro. Sarа impossibile sostituire la sua immagine di uomo concreto e affidabile, ma il suo ricordo и uno slancio ulteriore per continuare e migliorare quello che abbiamo cominciato assieme". Lo rimpiange anche il presidente della Sezione Concia dell'Associazione Industriali, Giannino Beschin. "Con Mauro Berto la conceria italiana ha perso uno dei suoi uomini migliori - dice - un esempio di passione e caparbietа di cui andavamo fieri per il contributo scientifico che aveva saputo fornire alla crescita del nostro settore, che fino a pochi anni fa si caratterizzava sostanzialmente come antica arte di trattare le pelli. Perт, il suo sapere, la capacitа di accompagnare con meticolose documentazioni ogni proposta innovativa, sia nel processo di lavorazione che nei metodi di depurazione, non gli faceva mai perdere quel gusto per le sorprese che la "pelle" riserva ogni giorno, portandolo spesso ad aiutare concerie nell'affrontare i loro problemi quotidiani". Il ritratto di un professionista sempre attento e curioso и lo stesso che emerge dalle parole di Santo Mastrotto, che con Berto ebbe occasione di collaborare nel 1996 ai tempi della sua presidenza all'Associazione italiana dei chimici del cuoio. "E' scomparso un vero amico e soprattutto un grande tecnico, esperto ricercatore, insostituibile e importantissimo per il nostro settore conciario" dice Mastrotto "Ha accompagnato e illuminato la crescita di intere generazioni di conciari, la sua presenza и stata preziosa come punto di coesione fra il mondo accademico e la realtа conciaria di Arzignano. E' stato un ottimo insegnante e un abile imprenditore con cui mi ritengo fortunato di aver collaborato". L'importanza dell'opera svolta da Mauro Berto in seno all'Aicc и ricordata anche da Sergio Enrico, rappresentante di zona dell'Associazione, che lo ricorda come "un modello per la Commissione tecnica dell'Aicc per la valutazione dei lavori provenienti da tutto il mondo conciario". Ma Berto aveva dato il suo contributo anche all'Amministrazione comunale, come consulente della Commissione ambiente. Edgardo Stefani, ex presidente dell'allora Consorzio Fic, oggi Acque del Chiampo Spa, nonchй presidente per 10 anni della Commissione ambiente del Comune di Arzignano lo ricorda cosм: "Mauro era un personaggio che taluni aspetti della sua professione era di levatura internazionale; tuttavia riusciva a mettersi al servizio del settore in modo semplice, bonario, dimostrando una competenza unica ed una passione straordinaria. Il mondo della scuola e dell'industria rappresentavano per lui un ambito di lavoro senza soluzione di continuitа: ha dato un respiro piщ ampio al suo operato accettando di partecipare senza nulla pretendere ai lavori di numerose commissioni tecniche promosse da Comune di Arzignano per lo studio delle problematiche ambientali della nostra valle. Sempre generoso, sempre disponibile." La chiusura и di nuovo compito da lasciare alle ispirate parole del suo collega dell'ITIS Galilei Angelo Forestan. "Mauro non c'и piщ. Egli perт vive e vivrа nei suoi allievi. Alcuni sono ormai uomini. Tanti, come lui, quotidianamente, con la stessa passione, dedizione, spirito arzignanese entrano in conceria perchи la nostra terra viva. Dimenticavo, quasi, che tutti i suoi allievi di 5 CS sono stati promossi. Negli ultimi mesi Mauro era preoccupato, lui non stava bene e loro si erano presi qualche libertа. "Cammina!" diceva allo studente poco volenteroso o sfaticato nel laboratorio della conceria. Ora camminare tocca a voi, ad Andrea, a Giovanni, a Nicolas, a Gicomo, a Giovanni, a Samuele, ad Elena, a Nicolт, ad Ego, ad Enrico..... e a tutti gli altri 500".
"Se ne и andato un mese fa improvvisamente. Aveva salutato brevemente un lunedм mattina la sua classe, era passato in conceria per dare gli ultimi ordini prima della chiusura estiva della scuola e l'inizio degli esami. "Torno presto vado ad un controllo perchи non sto bene". All'istituto conciario non l'abbiamo piщ visto". Con queste parole il professor Angelo Forestan ricorda il collega ed amico Mauro Berto, scomparso l'11 giugno scorso dopo un breve ricovero nel nuovo ospedale di Valdagno. Berto era nato ad Arzignano 51 anni fa ma risiedeva a Montecchio con la moglie Flavia e il figlio Federico. Ad un mese di distanza dalla triste ricorrenza della sua morte si moltiplicano le testimonianze di affetto, stima e riconoscenza per un uomo in cui le doti professionali e la carica umana formavano un mix straordinario, inscindibile. Per molti irripetibile. Ora, nel momento in cui la scuola dove ha insegnato per vent'anni и pronta ad intitolarli una fondazione e, quasi sicuramente, anche la conceria annessa all'istituto, nel momento in cui la sezione concia dell'Associazione industriali ha deciso di istituire una borsa di studio in suo onore, alcuni dei tanti che hanno avuto la fortuna di conoscerlo ed apprezzarlo uniscono le voci in questo ultimo, commovente saluto.
L'insegnamento Inutile cercare altrove, i due mondi che l'hanno sempre ispirato sono due: la scuola e l'industria. E' sempre Forestan a dare uno spaccato del Berto insegnante. "Dal 1984 dopo il diploma in chimica conciaria all'ITIS Galilei e la laurea in chimica industriale a Padova, Berto ha insegnato tecnologia conciaria e 500 diplomati hanno avuto la fortuna di averlo come insegnante. Arzignanese purosangue, rude quanto basta, legato alla sua terra e alla sua gente, parco di parole, di profondo sentire e di sensibilitа che non ha mai voluto esprimere; schivo da ogni forma di potere o di affermazione personale. In vent'anni insieme come insegnante delle classi quarte e quinte non ha mai dato un cinque in pagella; lui diceva che avrebbero imparato dopo. Importanti erano l'esempio, la dedizione continua al lavoro, allo studio, l'interesse, la curiositа. Fare cose "nuove". Sono gli stessi suoi alunni che li riconoscono queste doti. "Dopo il suo ricovero ospedaliero ci aveva promesso un ritorno prima degli esami di maturitа - ricordano con una lettera i diplomati 2004 del Galilei - purtroppo cosм non и stato e la notizia della sua morte ci ha lasciato sgomenti. Avremmo saputo affrontare l'esame senza il nostro maestro? Oggi, ad un mese dalla sua scomparsa, sappiamo che c'era, con la sua presenza rassicurante e schietta, con i suoi consigli, con le sue battute. Se il nostro futuro di tecnici ci da soddisfazione questo lo dovremo molto anche a lui. In ogni caso, i suoi "giovinotti non lo dimenticheranno".
Industria della concia Un segno indelebile Berto l'ha lasciato anche nella vita del polo conciario arzignanese, per il quale si и speso sotto tutti i punti di vista. Era anche titolare in comproprietа di un laboratorio di analisi ad Arzignano. "La nostra avventura comune и iniziata dai banchi di scuola del conciario passando per i banchetti dell'universitа di Padova e approdando poi, 23 anni fa, alla nuova sfida assieme a Carlo, di entrare nel mondo del lavoro con un nostro piccolo laboratorio - ricorda il suo socio Ruggero Armelli -. Le discussioni erano continue per far capire ai clienti l'importanza della depurazione, del controllo chimico-fisico e del processo produttivo, quando non si sapeva neppure cos'era il COD. Professionale, non invadente, aveva iniziato a raccogliere riconoscimenti e soddisfazioni per il suo lavoro. Sarа impossibile sostituire la sua immagine di uomo concreto e affidabile, ma il suo ricordo и uno slancio ulteriore per continuare e migliorare quello che abbiamo cominciato assieme". Lo rimpiange anche il presidente della Sezione Concia dell'Associazione Industriali, Giannino Beschin. "Con Mauro Berto la conceria italiana ha perso uno dei suoi uomini migliori - dice - un esempio di passione e caparbietа di cui andavamo fieri per il contributo scientifico che aveva saputo fornire alla crescita del nostro settore, che fino a pochi anni fa si caratterizzava sostanzialmente come antica arte di trattare le pelli. Perт, il suo sapere, la capacitа di accompagnare con meticolose documentazioni ogni proposta innovativa, sia nel processo di lavorazione che nei metodi di depurazione, non gli faceva mai perdere quel gusto per le sorprese che la "pelle" riserva ogni giorno, portandolo spesso ad aiutare concerie nell'affrontare i loro problemi quotidiani". Il ritratto di un professionista sempre attento e curioso и lo stesso che emerge dalle parole di Santo Mastrotto, che con Berto ebbe occasione di collaborare nel 1996 ai tempi della sua presidenza all'Associazione italiana dei chimici del cuoio. "E' scomparso un vero amico e soprattutto un grande tecnico, esperto ricercatore, insostituibile e importantissimo per il nostro settore conciario" dice Mastrotto "Ha accompagnato e illuminato la crescita di intere generazioni di conciari, la sua presenza и stata preziosa come punto di coesione fra il mondo accademico e la realtа conciaria di Arzignano. E' stato un ottimo insegnante e un abile imprenditore con cui mi ritengo fortunato di aver collaborato". L'importanza dell'opera svolta da Mauro Berto in seno all'Aicc и ricordata anche da Sergio Enrico, rappresentante di zona dell'Associazione, che lo ricorda come "un modello per la Commissione tecnica dell'Aicc per la valutazione dei lavori provenienti da tutto il mondo conciario".
Ma Berto aveva dato il suo contributo anche all'Amministrazione comunale, come consulente della Commissione ambiente. Edgardo Stefani, ex presidente dell'allora Consorzio Fic, oggi Acque del Chiampo Spa, nonchй presidente per 10 anni della Commissione ambiente del Comune di Arzignano lo ricorda cosм: "Mauro era un personaggio che taluni aspetti della sua professione era di levatura internazionale; tuttavia riusciva a mettersi al servizio del settore in modo semplice, bonario, dimostrando una competenza unica ed una passione straordinaria. Il mondo della scuola e dell'industria rappresentavano per lui un ambito di lavoro senza soluzione di continuitа: ha dato un respiro piщ ampio al suo operato accettando di partecipare senza nulla pretendere ai lavori di numerose commissioni tecniche promosse da Comune di Arzignano per lo studio delle problematiche ambientali della nostra valle. Sempre generoso, sempre disponibile."
La chiusura и di nuovo compito da lasciare alle ispirate parole del suo collega dell'ITIS Galilei Angelo Forestan. "Mauro non c'и piщ. Egli perт vive e vivrа nei suoi allievi. Alcuni sono ormai uomini. Tanti, come lui, quotidianamente, con la stessa passione, dedizione, spirito arzignanese entrano in conceria perchи la nostra terra viva. Dimenticavo, quasi, che tutti i suoi allievi di 5 CS sono stati promossi. Negli ultimi mesi Mauro era preoccupato, lui non stava bene e loro si erano presi qualche libertа. "Cammina!" diceva allo studente poco volenteroso o sfaticato nel laboratorio della conceria. Ora camminare tocca a voi, ad Andrea, a Giovanni, a Nicolas, a Gicomo, a Giovanni, a Samuele, ad Elena, a Nicolт, ad Ego, ad Enrico..... e a tutti gli altri 500".
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