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GLOSSARIO dei termini più
comuni usati nell'industria conciaria |
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ADDOLCIRE provocare in una
soluzione, per aggiunta di un prodotto chimico, il rallentamento
della reattività verso le pelli (ad es. nei bagni di calcinaio e
in quelli della concia al vegetale).
ADERENZA fenomeno di ancoraggio più
o meno stabile di un film di rifinizione
alla superficie del cuoio.
AERAZIONE esposizione all’area per
provocare un effetto ossidante (di soluzioni, di pelli durante
la concia o nelle vasche di depurazione degli effluenti
conciari).
AEROBICO che si riferisce
all’aerobiosi, ossia tipo di vita di batteri per cui è
necessario l’ossigeno e quindi l’aria per la loro attività
metabolica. Contrapposto ad anaerobico, dove l’attività è
possibile in assenza di aria.
AEROGRAFO vedi pistola a spruzzo.
AFFUMICARE esposizione di pelli
fresche al fumo di legna per ottenere l’essiccamento unitamente
ad un effetto sterilizzante e conciante (era la pratica
primitiva di conservazione delle pelli).
ALLUME solfato doppio di alluminio
e potassio idrato o anche di cromo e potassio idrato (allume di
cromo), prodotti utilizzati entrambi per la concia all’allume
(all’alluminio) e al cromo rispettivamente.
AMMORBIDIRE operazione meccanica
tendente a rendere soffici cuoi e pellicce (non è altro che la
palissonatura).
ANAEROBICO metabolismo attivo di
certi batteri in assenza di ossigeno (e quindi di aria).
ANCORAGGIO fissaggio stabile di un
film di rifinizione.
ANFIBIO cuoio per finimenti,
bardature o per tomaia pesante (spessore>4mm) di calzatura,
ingrassato e reso impermeabile, ottenuto usando pelli bovine.
ANTISETTICI sostanze tossiche che
inibiscono lo sviluppo di microrganismi nocivi per pelli e cuoi.
ANTITARMICI sostanze tossiche per
insetti (tarme) che possono attaccare pelli e cuoi.
APPENDERE si dice di pelli che
vengono sospese per farle essiccare in condizioni sia statiche
che dinamiche in un ambiente ben ventilato (per es. essiccatoio
a tunnel) con ganci. È diverso dall’ inchiodaggio o pinzatura.
APPRETTO soluzione o sospensione in
solvente o in acqua di sostanze vernicianti utilizzata nella rifinizione del cuoio, perché acquisti più
consistenza e
resistenza.
ASCIUGAGGIO esposizione di pelli
conciate o tinte all’ aria in varie condizioni per l’
essiccamento.
ASPO vasca di legno o altri
materiali (plastica metallo) a forma semicilindrica, con
agitatore interno semisommerso a pale mobili, utilizzata per
operazioni di rinverdimento, nel reparto riviera, ed anche per
la concia di pelli e pellicce, quando si vuole evitare l’ azione
meccanica data dai bottali.
ASSORTIMENTO, SCELTA scelta e
raccolta di pelli grezze e cuoi semilavorati e finiti per classi
e peso, spessore, taglia, colore, difetti ecc. al fine di
selezionare la qualità commerciale e/o la destinazione a
processi di ulteriore lavorazione ed utilizzo.
ASTRINGENZA fenomeno che si
riscontra in soluzioni concianti nei riguardi della reattività
verso la pelle, più o meno rapida e persistente (ad es. nei
tannini e nei sali di cromo). |
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B |
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BAGNO
soluzione o sospensione acquosa di prodotti chimici, sia
concianti che ausiliari, nella quale si immergono le pelli
grezze o semilavorate per effettuare le varie operazioni del
processo conciario (ad es. bagno di concia, di tintura, di ingrasso ecc.).
BASSO DI FIORE difetto superficiale
di un cuoio, che si presenta meno lucido del solito a causa
della asportazione o attacco chimico o meccanico del fiore.
BATTERICIDA relativo a sostanze o
agente che hanno la proprietà di uccidere i batteri.
BAZZANE sono pelli ovine (e talora
caprine) conciante al vegetale, non ingrassate, e destinate ad
essere rifinite, usate per fodera di calzature, bande di
cappelli, borsette, portafogli.
BORRASCHIATURA, RASCHIATURA asportazione fatta a mano o macchina con coltelli taglienti o
smussati, del tessuto sottocutaneo più o meno grasso e delle
sostanze non collageniche interfibrillari, effetuata nel corso
dell’ operazione di rasatura.
BOTTALARE trattare le pelli in bottale durante il processo conciario per favorire la
penetrazione di sostanze chimiche sia concianti che ausiliarie,
o anche a secco per provocare l’ammorbidimento o ancora con
segatura umida per uniformare l’ umidità delle pelli e delle
pellicce, sgrassarle e lucidarne il pelo. Questa operazione oggi
è quasi sostituita dal condizionamento (fatto a macchina).
BOTTALATURA operazione del
bottalare.
BOTTALE
è un grosso contenitore rotante di forma
cilindrica costruito con doghe di legno, tenute insieme da
cerchioni in metallo. Questo tipo di apparecchiatura consente,
attraverso un alto grado di agitazione tra la pelle ed i
prodotti, di favorire la penetrazione di questi ultimi
all’interno della pelle. Le dimensioni dei bottali possono
essere molto diverse fra loro, a seconda che siano utilizzate
per operazioni di rinverdimento, concia o tintura delle pelli.
Per garantire un adeguato mescolamento delle pelli e dei
prodotti, all’interno del bottale sono presenti dei pioli (con
la punta arrotondata in modo da evitare il danneggiamento delle
pelli); questi pioli permettono, durante la rotazione del
bottale, di trascinare parte delle pelli verso l’alto lasciando
che esse ricadano sulle pelli non trascinate, in modo da
intensificare l’azione meccanica imposta dalla rotazione.
BOTTALE A FOLLONARE sinonimo di
bottalare. |
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C |
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CABINA DI SPUZZO
ambiente chiuso di
forma parallelopipeda e dimensioni varie in cui vengono immessi
cuoi leggeri da rifinire per mezzo di pistole mobili e di nastro
trasportatore per il movimento del pellame da rifinire.
CALCINAIO termine usato nel riparto
riviera per indicare l’ operazione dicalcinazione nel
trattamento delle pelli con soluzioni alcaline per ottenere il
gonfiamento, la depilazione, e la solubilizzazione delle
sostanze non collageniche prima dell’ operazione di concia.
CALCINAZIONE operazione del
calcinaio.
CALO DI PESO aliquota del peso
pattuito (pagato, spedito) nel commercio delle pelli per
variazione di umidità o di altre cause. Si adopera anche per il
cuoio da suola che viene venduto a peso.
CAMERA DI ESSICCAMENTO ambiente
dove avviene l’ essiccamento, per mezzo di aria calda, di cuoio
proveniente da lavorazioni ad umido o da reparti di rifinizione.
I cuoi possono essere fermi (appesi) o in movimento per mezzo di
un nastro trasportatore.
CAMERA DI RISCALDAMENTO ambiente
termoregolato dove le pelli vengo sottoposte alla “riscalda”,
effetto di rilassamento del pelo del bulbo pilifero dovuto ad
azione batterica fermentativa, e ciò per ottenere la slanatuta
(lana da concia) senza danneggiare il pelo.
CAPRETTI-CHEVREAUX sembrerebbe una
ripetizione dal momento che chevreaux in francese vuol dire
capretti. Ebbene il termine chevreaux si riferisce al tipo di
concia delle pelli di capretto.
CARNE, LATO CARNE parte delle pelle
animale, opposta al lato fiore o grana,
composta di tessuto connettivo ed adiposo, cioè la parte dove
non ci sono i peli.
CARNICCIO residuo di tessuto
adiposo e connettivo presente sulla pelle dal lato carne. Viene
asportato con la rasatura.
CARTA ABRASIVA carta di energica
resistenza sulla quale si incolla della polvere di smeriglio,
usata per allontanare per strofinio un sottile strato
superficiale del fiore onde prepararlo alla verniciatura per
fabbricare cuoi a fiore corretto. L’ operazione viene fatta con
la smerigliatrice.
CARTONE CUOIO materiale composito
ottenuto per aggregazione di fibre di cuoio (residui, ritagli di
rifilatura sfibrati) con sostanze legante (gomme, resine),
pressato per ottenere dei fogli, utilizzati nell’ industria
calzaturiera per parti secondarie delle calzature.
CAVALLETTO attrezzo usato in
conceria, formato da una sbarra con quattro piedi (munito di
rotelle o senza) per poggiare le pelli durante la lavorazione,
allo stato umido o allo stato asciutto.
CAVIGLIE pioli di legno, più o meno
spessi infissi all’ interno dei bottali per permettere
l’aggancio delle pelli durante la rotazione per portarle all’
estremità superiore e poi permettere che cadano, e ciò è la
causa dell’ azione meccanica dei bottali. La caviglie
impediscono anche l’aderenza delle pelli alle pareti del bottale.
CILINDRATURA, CILINDRARE, CILINDRO macchina usata per stirare e pressare i cuoi pesanti (cuoi da
suola) mediante pressione di un grosso cilindro di acciaio con
un moto di andata e ritorno. La macchina che usa detto cilindro
si chiama macchina per cilindrare e si usa nella concia al
vegetale per produrre cuoi da suola.
COLLAGENE parte della pelle formata
da proteine e albuminoidi, che contengono pochissimi amminoacidi
solforati. È la proteina principale (sostanza dermica) della
pelle animale destinata trasformarsi in cuoio per reazione
chimica con le sostanze concianti e la loro successiva
fissazione. Chimicamente si tratta di un polipeptide composto da
una catena di diciotto amminoacidi di cui il 30% è glicina.
COLLA, COLLAGGIO SU PIASTRE nome
generico di sostanza atta ad unire le superfici di due pezzi
solidi. Secondo l’ origine delle sostanze usate per la loro
fabbricazione, le colle vengono classificate in: colle di
origine animale, vegetale, minerale, a base di resine
sintetiche, elastomeri e siliconi. Per esempio la colla di
pelle, detta anche caravella o colla forte, si ricava dagli
scarti dei macelli, dai ritagli di pelli, dal carniccio di
conceria, da pelli di gatto, di coniglio, da piedi di bue, di
vitello ecc. È impiegata dagli ebanisti. Per esempio il
carniccio a una resa in colla del 30%.
COLORANTE si definiscono coloranti
quelle sostanze “colorate” che, per mezzo della tintura o della
stampa, riescono a modificare pellicce, pelli, carta, fibre
tessili,ecc. penetrando dentro di esse, e distribuendosi
uniformemente e fissandosi in modo tale da non potere essere
eliminate per semplice lavaggio. Le sostanze coloranti per
fissarsi stabilmente devono avere nei riguardi del manufatto da
colorare una certa affinità o “sostantività”. Pertanto un
colorante che va bene per un certo articolo può non andare bene
per uno diverso.
CONCERIA opificio dove s procede
alla concia delle pelli.
CONCIA insieme di operazioni
chimiche, fisiche e meccaniche fatte sulla pelle degli animali
macerati per ottenerne cuoio. Lo scopo è quello di conservare
inalterate nel tempo alcune proprietà possedute dalla pelle del
animale in vita (imputrecibilità, morbidezza, elasticità e
impermeabilità) e di esaltarne altre (come tenacità e
resistenza). I vari procedimenti di concia si distinguono in
relazione ai composti chimici concianti utilizzati. Pertanto si
parla di concia all’ allume, al cromo all’ olio, al vegetale
ecc.
CONCIA ALL'ALLUME in realtà non è
una concia vera e propria, ma trattasi di una pseudoconcia, dal
momento che il cuoio ottenuto non resiste all’ acqua e alle alte
temperature. Il conciante usato è l’ allume (da dove la
denominazione) che è un solfato doppio idrato di alluminio e
potassio: Al2(SO4)3 . K2SO4 . 24 H2O. Anticamente si usava
aggiungere nel bottale anche il tuorlo d’ uovo, contenente
grassi e lecitine, e farina di cereali, con azione ingrassante e
di riempimento delle fibre. Questo tipo di concia, adatto per
conciare pelli ovine e caprine, dà dei cuoi bianchi, con fiore
morbido e fine ed è adatto per la confezione di guanti e nell’
abbigliamento (concia bianca, alluda).
CONCIA AL CROMO è il tipo di concia
più diffuso applicabile a tutti tipi di cuoio. Vengono impiegati
dei sali di cromo trivalente Cr3+ , che con i gruppi reattivi
della pelle forma dei composti molto stabili. Con questo sistema
di concia si ottiene un tipo di concia impermeabile, cuoio
morbido, resistente e flessibile.
CONCIA ALL'OLIO in passato
largamente diffusa, usava come conciante degli olii di pesce ad
alto contenuto di grassi poliinsaturi o olii sintetici, che
sostituiscono quelli degli animali marini. Si ottengono dei cuoi
molto morbidi, di colore giallo paglierino utilizzati per
guanti, calzature speciali, abbigliamento, pulizia di vetri
ottici, e per il loro alto potere assorbente nei riguardi dell’
acqua, per lavare ed asciugare le auto.
CONCIA AL VEGETALE detta anche
concia ai tannini vegetali ed è stata usata
largamente fino al secolo scorso prima della scoperta della
concia ai sali di cromo. In passato venivano usati come
concianti delle parti (corteccie, frutti, foglie e galle)
contenute in moltissime varietà arboree e ricche in tannini.
Attualmente si usano degli estratti tannici sia vegetali che
sintetici. Questo tipo di concia viene usato per ottenere dei
cuoi robusti e con certe caratteristiche peculiari. Si
fabbricano con questo cuoio: suole, cinghie, selle, finimenti,
ecc.
CONCIA MISTA O COMBINATA lo scopo
di questo tipo di concia e quello di associare caratteristiche
di sistemi di concia diversi. Per esmpio la concia
cromo-vegetale o cromo-tannini sintetici da un cuoio per
calzature, ma si possono avere altre combinazioni: concia
allume-tannini vegetale, allume-olio ecc. In genere è la concia
predominante quella che determina le caratteristiche del cuoio.
CONCIANTE dicesi di qualsiasi
sostanza capace di trasformare la pelle del animale macellato in
cuoio, cioè una sostanza imputrescibile e resistente al acqua.
Per rendere il cuoio più adatto all’ uso è necessario
incorporare dei grassi (ingrasso) per impedire che le fibrille
costituenti il derma non si uniscano fra di loro e rimangano
separate le une dalle altre: in questo modo si ottiene un
prodotto morbido, pieghevoli senza presentarsi rigido e fragile
anche allo stato asciutto.
CONCIATURA il conciare ed il suo
effetto.
CONDIZIONAMENTO operazione mediante
la quale il cuoio o la pelle viene tenuta in un ambiente a
temperatura e umidità relativa standard (ad esempio T=20° e
j=65%) in modo che si raggiungono le condizioni di equilibrio
con l’ ambiente: in questo modo si possono effettuare le prove
fisiche desiderate. Il termine è anche usato nell’ operazione
fatta dopo l’essiccamento e prima della palissonatura. Quest’
ultimo uso una volta veniva fatto con la segatura umida è veniva
denominato messa in segatura. Attualmente si fa con una macchina
detta macchina condizionatrice.
CONSERVARE trattare pelli o cuoi
con sostanze adatte ad evitare possibili danni ed alterazioni
dovuti alla inevitabile putrefazione (esempio conservazione di
pelli scuoiate per salatura, essiccamento). Durante le
operazioni si parla di sostanze antibatteriche,
antifermentative.
COPRENTE, EFFETTO effetto di
copertura o di mascheramento di difetti superficiali eseguito
sui cuoi durante le operazioni di rifinizione (l’ effetto
coprente può essere fatto con colori coprenti, vernici, ecc).
CROSTA si ottiene con la
spacciatrice e permette da un lato di uguagliare lo spessore di
una pelle e dall’ altro di utilizzare gli strati di modo
diverso. Lo strato superiore (per intenderdici dove sono
attaccati i peli) si chiama strato fiore mentre lo strato o gli
strati sottostanti croste.
CULATTA parte delle natiche di una
pelle con particolare in tessitura compatta e di spessore
mediamente superiore a quello delle altre zone. Ha un valore
particolare negli equini.
CUOIO nella lingua italiana è l’
unico termine che denota una pelle conciata. In un dizionario
dell’ 800 si trovano dei sinonimi: cuojo, corio, quojo. Esistono
due plurali: cuoi e cuoia, il secondo usato nell’ espressione
tirar le cuoia, cioè morire. Riportiamo per curiosità i
corrispondenti termini nelle varie lingue: tedesco: leder,
spagnolo: cuero, francese: cuir, greco: derma, portoghese: couro,
latino: corium.
CUOIO IN CROSTA O SEMILAVORATO pelle conciata non rifinita, ma semplicemente essiccata dopo la
concia.
CUOIO NATURALE, detto anche VACCHETTA AL
VEGETALE è ottenuto da pelli di vitellone conciati al
vegetale e poi ingrassati. Ha un colore caratteristico sia dal
lato fiore che dal lato carne e si usa per la fabbricazione di
cinture, selleria, valigeria e corsetteria.
CUOI PER SOTTOPIEDI pelle leggera
bovina conciata al vegetale o con concia
combinata, utilizzata per interno di calzature.
CUOIO PER CACCIATACCHETTI cuoio
bovino pesante forte ed elastico conciato al cromo o a concia
combinata, usato in campo tessile nei telai come ammortizzatore
di fine corsa delle spolette.
CUOIO PER SUOLA è fabbricato
partendo da pelli bovine pesanti conciante generalmente al
vegetale, ma anche al cromo o con concia combinata.
CUOIO PER TOMAIA viene preparato
con pelli bovine leggere, vitelli, ovine, caprine ed altre
specie animali. In genere vengono conciate al cromo, ma anche
con conce combinate.
CUOIO SCAMOSCIATO ALL'OLIO è
prodotto partendo da pelle ovine o caprine, private di un
sottile strato del lato fiore, e conciate all’ olio. È
un cuoio molto soffice, elastico e restituente all’ acqua. Si
usa per confezionare guanti, confezioni, per pulizia di lenti e
per lavaggio di auto in questo ultimo caso per la sua
elevatissima capacità di assorbire acqua. Da non confondere con
lo scamosciato.
CUOIO VERNICIATO è una pelle
conciata al cromo (spesso crosta proveniente dalla spacattura)
ricoperta, dal lato fiore o dal lato carne, con vernici a base
di olii essiccativi, lacche, coppale, nitrocellulosa,
poliuretano e pigmenti. |
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DANNO
danneggiamento e relativo deprezzamento di
pelli (durante la vita dell’ animale) e di cuoi durante la fase
del processo conciario. Per quelle esistenti prima della
macellazione si ricordano: da sterco o orina, da pidocchi,
rogna, dermatiti,zecche, tarolo. Durante le operazioni di
concia: impropria scarnatura (tagli), essiccamento, attacco
batterico, da
macchine difettose, da impropria rifinizione ecc.
DECALCINAZIONE operazione che si pratica
durante i lavori di riviera, consistente nella eliminazione
della calce e nella neutralizzazione della alcalinità prodotta
dal calcinaio fatta con l’ aiuto di acidi organici ed inorganici
e con sale in modo da tamponare il pH.
DECOLORAZIONE operazione che si effettua
dopo la concia, specie in quella al vegetale, per rendere più
chiara la superficie di colore bruno-tannico. Si usano sostanze
ossidanti, riducenti ed acidi.
DECONCIA operazione che consiste nell’
allontanare sostanze concianti fissate al cuoio. Viene effetuata
volutamente quando si vuole eliminare una concia precedente per
eseguirne una nuova. Involontariamente si ha quando il cuoio
viene a contatto con sostanze che provocano tale effetto
indesiderato.
DEGRAS è un prodotto dello scamosciato
all’ olio. Si tratta di sostanze grasse non fissate. Esiste
anche un dégras artificiale.
DELANAGGIO, SLAVATURA seve a
recuperare dalle pelli di mammiferi muniti di vello la lana, da
noN confondere con la depilazione. Si fa con pastina di calce e
solfuro (applicata dal lato carne) o con parziale attacco
enzimatico.
DENATURANTI sono sostanze chimiche
aggiunte a sostanze alimentari (alcol, sale comune) per renderle
incommestibili e permettere in tal modo l’ uso nell’ industria.
DEPICLAGGIO eliminazione dell’ acido dalle
pelli conservate allo stato di semilavorato (pelli piclate) per
proseguire le operazioni di concia.
DEPILAZIONE eliminazione del pelo,
necessaria nell’ industria conciaria per produrre il cuoio.
DERMA è la parte più importante della
pelle dal punto di vista conciario.
DILUENTI solventi poco pregiati usati come
mezzi di trasporto di prodotti nella rifinizione del cuoio.
DISACIDAZIONE, NEUTRALIZZAZIONE
eliminazione degli acidi liberi presenti nel cuoio a concia
minerale, o che si formano durante il magazzinaggio, eseguita
mediante sostanze ausiliarie ad azione blanda, senza danneggiare
le fibre del cuoio. Anche se è usato il termine
neutralizzazione, è più corretto disacidazione dal momento che
raramente il trattamento del cuoio è spinto fino alla
neutralizzazione. |
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E |
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EFFLORESCENZA SALINA O GRASSA
essudazione ovvero affioramento, sulla
superficie del cuoio, di polvere cristallina o amorfa (salina o
grassa), dovuta a migrazione o separazione di sali o grassi
fissati o comunque presenti nell’ intessitura interna del cuoio.
EFFLUENTE CONCIARIO sinonimo di acqua
residua o reflua di lavorazioni conciarie, contenente sostanze
inquinanti, da depurare.
EMULSIONANTE sostanza chimica aggiunta a
miscele di ingrasso utilizzate dopo concia per ammorbidire il
cuoio con lo scopo di ottenere la dispersione dei grassi e
facilitarne la penetrazione nel cuoio. In genere sono
emulsionanti i saponi e i tensioattivi naturali e sintetici.
EPIDERMIDE è lo strato più esterno della
pelle dove vi sono i peli.
ESAURIMENTO dicesi di consumo, per
fissazione da parte della pelle durante una operazione, di
concianti o colorante presenti nella soluzione di concia o di
tintura.
ESSICCAMENTO operazione di allontanamento
dell’acqua dalle pelli nel corso di lavorazione. Si fa in
impianti peculiari dell’ industria conciaria. Le pelli da
essiccare posono essere ferme o in movimento, in corrente di
aria calda. Le pelli possono essere: sospese, inchiodate,
pinzate su telai, incollate su lastre di vetro o metallo.
ESSICCATOIO apparecchio, impianto, camera,
tunel o galleria, per l’ essiccamento delle pelli.
ESTRATTO conciante vegetale (tannino) in
soluzione, allo stato solido o di polvere (castagno, quebracho,
mimosa ecc) utilizzato per la concia al vegetale, ad esempio per
fabbricare il cuoio da suola. |
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F |
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FANGO ATTIVO
miscela di consistenza semisolida di
particelle degradate solide ed acqua, formatasi per aerazione di
effluenti domestici o industriali, contenenti una forte carica
batterica e capace di ossidare le sostanze organiche ed anche
inorganiche con azione degradativi di natura microbiologica.
FILM strato superficiale di rifinizione
applicato al cuoio allo scopo di migliorarne l’aspetto e le
prestazioni durante l’ uso, consolidato dopo essiccamento e
formato da resine cellulosiche, proteiche e di sintesi,
solventi, plastificanti e coloranti.
FINISSAGGIO vedi rifinizione.
FIORE parte superficiale della pelle
esposta all’ esterno, con caratteristico aspetto, compatto,
resistente, e particolare disegno dei follicoli dei peli,
proprio di ogni specie animale.
FONDO in rifinizione dicesi di dispersione
o soluzione di sostanza resinosa naturale o sintetica utilizzata
come strato sottostante alla vera e propria rifinizione
(appretto o prodotto verniciante), con funzione di strato
intermedio di ancoraggio dell’ appretto.
FOSSA recipiente a forma di tinozza
cilindrica o parallelopipeda, in genere infossato nel terreno,
utilizzato un tempo per operazioni conciarie ad umido (rinverdimento,
calcinaio, concia al vegetale). Attualmente sostituita dalla
vasca. |
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G |
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GELATINIZZAZIONE, TEMPERATURA DI
detta anche temperatura di contrazione o
temperatura alla quale la pelle (o il cuoio) tende ridursi di
dimensione a causa della denaturazione del collagene provocata
dall’ aumento di temperatura. È un indice del grado di effetto
conciante. Esempi: Pelle in trippa Tg= 40-60°C (impiego pratico
37-38°C); cuoio scamosciato Tg=65-70°C (impiego pratico 40°C);
cuoio al cromo Tg=100°C (impiego pratico 60-80°C); cuoio al
vegetale Tg= 70-85°C (impiego pratico 45°C).
GONFIAMENTO aumento di volume della pelle
fresca o calcinata-depilata (pelle in trippa), dovuto all’
assorbimento di acqua (ad esempio in presenza di alcali a
acidi).
GRAMINATURA trattamento di pelli
rinverdite con coltelli smussati, a mano o a macchina, per
asportare dal lato carne i residui di sporcizia e nel contempo
allentare il tessuto dermico.
GRANA vedi fiore.
GRANIRE, LAMELLARE operazione per dare al
fiore l’ effetto di una grana più accentuata. Si piega la pelle
su se stessa (fiore contro fiore) e si esercita col palmo della
mano una leggera pressione sulla pelle. Questa manipolazione
riesce meglio con un attrezzo denominato palmella. Questa
operazione viene attualmente fatta con una macchina denominata
palmellatrice.
GROPPONE parte restante della pelle dopo
la asportazione della testa, delle spalle e dei fianchi. È la
parte migliore, specie nel cuoio da suola al vegetale.
MEZZO GROPPONE una delle due parti
ottenute tagliando il groppone lungo la linea dorsale. Il taglio
viene fatto per pelli bovine di grosse dimensioni. Gropponi e
mezzi gropponi si utilizzano per fondi di calzature.
GUARDOLO
cuoio generalmente conciato al vegetale, tagliato in strisce,
eutilizzato per collegare il fondo suola della calzatura con la
tomaia. |
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I |
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IMPREGNAZIONE
assorbimento, con penetrazione nella
struttura fibrosa del cuoio, di una data sostanza allo stato
liquido, in soluzione, o in sospensione, atta a modificarne le
caratteristiche merceologiche. Dicesi per esempio la
preparazione della vacchetta, per il consolidamento e ancoraggio
della rifinizione ecc.
INCHIODAGGIO fissaggio con chiodi (un
tempo), pinze o morsetti delle pelli su i telai per l’
essiccamento.
INGRASSO operazione di lubrificazione
mediante l’ introduzione fra le fibre della pelle conciata di
soluzioni e di emulsioni di sostanze grasse più o meno reattive.
Si modifica, a seconda della quantità e del grasso introdotto,
la morbidezza del cuoio per adattarlo all’ uso a cui è destinato
(calzature, abbigliamento). Il grasso influenza le proprietà
fisiche del cuoio come la dilatabilità, la resistenza allo
strappo, la bagnabilità da parte dell’ acqua e la permeabilità
all’ aria ed al vapore.
INUMIDIMENTO, METTERE IN SEGATURA
operazione di idratazione della struttura fibrosa dei cuoio e
delle pellicce, mediante spruzzatura dell’ acqua in superficie,
o meglio trattamento statico con segatura bagnata o dinamico (in
bottale) per uniformare l’umidità. Tale operazione è necessaria
per rendere le pelli idonee ai trattamenti meccanici successivi
(palissonatura). |
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L |
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LATO CARNE, LATO FIORE
vedi carne e fiore.
LATTE DI CALCE sospensione di idrossido di
calce, utilizzata per la preparazione delle soluzioni di
trattamento delle pelli (calcinaio) per il gonfiamento prima
dell’ operazione della concia.
LUCIDATURA trattamento a macchina (lissa)
con moto alternativo, esguito con un rullo di vetro a forte
pressione sul cuoio rifinito per ottenere un effetto brillante. |
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M |
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MACERANTE, MACERAZIONE prodotto usato
nella riviera, e relativa operazione, composto da una miscela di
sostanze chimiche decalcinanti e sostanze organiche contenentI
enzimi proteolitici ad azione degradativa-solubilizzate sulle
proteine non collageniche, proveniente da animali, vegetali o di
origine microbiologica. L’ operazione consiste nel trattare in
un bagno tiepido, con tali prodotti, le pelli per eliminare la
calce ed allontanare dal tessuto fibroso del derma le sostanze
proteiche non collageniche. La macerazione è seguita dalla purga
meccanica.
MANO dicesi di apprezzamento soggettivo di
proprietà organolettiche di cuoi e pelli, quali la morbidezza o
consistenza, l’untuosità o la secchezza, l’ effetto scrivente di
uno scamosciato, ecc.
MAROCCHINO nome dato ad un tipo di cuoio
tinto, morbido fabbricato con pelle di capra, piccoli vitelli e
montone conciato al vegetale (stomaco o mimosa). Il suo nome
indica che questo tipo di lavorazione venne importata dagli
Arabi dell’Oriente e dal Nord Africa, i quali la introdussero in
Spagna nel Medioevo. Per molti secoli l’ articolo importato era
preferito a quello prodotto in Europa.
METTERE A CAVALLETTO si tratta di far
sostare le pelli, per la stagionatura e per uniformare l’
umidità o il fissaggio di concianti e coloranti su un apposito
attrezzo detto appunto cavalletto. Si dice anche sosta a
cavalletto.
METTERE A VENTO trattare a mano o a
macchina, con appositi coltelli smussati la pelle dopo la
concia, allo stato umido, per eliminare parte dell’ acqua o
delle sostanze assorbite.
METTERE IN SEGATURA inumidire le pelli
conciate dopo l’ essiccamento per poterle sottoporre senza
rischio di rottura a trattamenti meccanici di ammorbidimento (palissonatura).
Si usa segatura bianca, non resinosa.
MEZZALUNA, COLTELLO A MEZZALUNA
strumento tagliente a lama ricurva, munito
di manico, necessario agli artigiani per sezionare e sagomare il
cuoio.
MEZZENA, SCHIAPPA
mezza pelle, in genere bovina conciata per
cuoio o tomaia tagliata lungo il filo schiena.
MISURAZIONE operazione di misura di
superficie di quei cuoi, generalmente fatta con macchine tipo a
pioli o elettroniche, che si vendono a superficie. La misura
viene espressa in piedi quadrati inglesi (1 piede = 30, 48 cm; 1
piede quadrato = 929, 03 cm2). |
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N |
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NAPPA pellame
morbido, elastico, prevalentemente per l’
uso abbigliamento (guanti, vestiario), ma anche per tomaie di
calzature sportive e per arredamento (poltrone, divani) ottenuto
da pelli ovine o caprine, ma anche da bovine spaccate, conciate
al cromo e riconciate con tannini vegetali o sintetici.
NUANZATURA dicesi di operazione di
alterazione, modifica del tono di tinta (nuance) del cuoio, che
si effettua, ad esempio, mescolando colori unitari, durante le
operazioni di tintura.
NUBUK tipo di
pelle conciata, generalmente per tomaia, al cromo e riconciato
con tannini sintetici, in genere di colore bianco, smerigliato
dal lato fiore per ottenere una superficie leggermente
vellutata, cioè simile al velluto. |
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O |
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OLIATURA
trattamento superficiale del cuoio da suola, conciato al
vegetale con leggero tratto di olio, per mantenere elastico lo
strato fiore ed inibirne l’ ossidazione o imbrunimento
superficiale durante l’ essiccamento.
OLIO sostanza organica naturale o
artificiale, di origine vegetale, animale o minerale, a base di
idrocarburi o esteri della glicerina ed acidi grassi superiori,
liquida a temperatura ambiente, insolubile in acqua ed
insolubile in solventi, utilizzata in campo conciario per
lubrificare il tessuto dermico, facilitare lo scorrimento
reciproco delle fibre ed ostacolare l’ossidazione superficiale
del cuoio.
OLIO SOLFITATO, SOLFATO olio trattato con acido solforico e con
solfito o bisolfito alcalino rispettivamente, in presenza di
aria e nella cui molecola vengono introdotti i gruppi: -O-S3OH-
o –SO3H. In tal modo si ottiene la solubilizzazione con
formazione di una emulsione in acqua, facilitandone la
penetrazione e il fissaggio alle fibre dermiche.
OLIO SOLFONATO olio solubile o
emulsionabile contente gruppi solforici (-SO3H). |
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P |
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PALISSONARE, PALISSONE
operazione meccanica (e relativa
macchina), consistente nel ripiegare e stirare sotto pressione
con coltelli smussati la pelle conciata dopo essiccamento e
condizionatura, onde provocare il distacco delle fibre dermiche
tra loro ed ottenere un’ azione di ammorbidimento.
PALMELLARE, PALMELLATRICE operazione (e
macchina relativa) per ottenere l’evidenziamento del fiore
caratteristico della specie animale di provenienza della pelle,
eseguita mediante ripiegatura e stiramento.
PELLE tessuto che riveste esteriormente il
corpo umano e animale. Epidermide, derma.
PELLE FRESCA tegumento che ricopre il
corpo degli animali, ottenuto dallo scortico e prima di
qualsiasi trattamento di conservazione.
PELLE IN TRIPPA vedi trippa.
PELLI SALATE FRESCHE pelli grezze salate a
secco o ad umido e non fatte asciugare e commercializzate allo
stato salato-essiccato.
PELLI ESSICCATE ALL'ARIA pelli grezze
fatte essiccare all’ aria e commercializzate
allo stato essiccato.
PELLICCIA pelle conciata con pelo,
destinata alla abbigliamento.
PELO produzione epidermica, di natura
proteica (cheratina), de corpo degli animali, più o meno folta e
di spessore variabile, ancorata al tessuto dermico (nei
follicoli relativi che ospitano i bulbi piliferi).
PERGAMENA pelle di animale di piccola
taglia (ovini, caprini, vitelli, maiali, asini) non conciata, ma
solo depilata, calcinata ed essiccata, ridotta di spessore e
levigata con la pomice. Nell’ antichità veniva utilizzata per la
scrittura di documenti, rilegatura di libri, per membrane di
strumenti a percussione ecc.
PESO CONDIZIONATO peso della pelle dopo la
condizionatura con la pressa rotativa.
PESO DEL CUOIO ESSICCATO peso del cuoio
dopo l’ essiccamento, cioè dopo tutte le operazioni ad umido del
cuoio. Contenuto di umidità 8-20%.
PESO ESSICCATO peso della pelle dopo la
concia al cromo convenzionale, riconcia, ingrasso ed
essiccamento fino ad una umidità del 14%.
PESO PELLI CONCIATE peso della pelle al
termine della concia e dopo almeno 12 ore di sosta nel
cavalletto.
PESO PELLI SALATE peso della pelle dopo la salatura con sale
solido o dopo trattamento in salamoia. Umidità della pelle:
30-45%.
PESO PELLI IN TRIPPA o PESO TRIPPA peso
della pelle dopo tutti i lavori di riviera, cioè dopo la
eliminazione di tutti i costituenti non conciabili della
sostanza dermica. Contenuto di
acqua delle pelli in trippa 70-85 %. Il rendimento (resa) delle
pelle in trippa rispetto al peso verde: 70-95%; al peso salato:
90-120%; al peso salato secco: 140-160; al peso secco: 180-240.
PESO PELLI RINVERDITE peso della pelle
dopo adeguamento rinverdimento e sgocciolamento.
PESO RASATO peso della pelle dopo rasatura
fino ad spessore richiesto.
PESO SALATO SECCO peso di una pelle dopo
asciugaggio e successiva salatura o viceversa.
PESO PELLE ESSICCATA peso dopo la
conservazione per essiccamento.
PESO CODA o PESO VERDE
peso della pelle scuoiata (raffreddata,
dissanguata, con eliminazione di corna, zoccoli, orecchie,
zampe, ossa della coda, mammelle).
PICKEL soluzione di acido e sale (in
genere acido solforico e cloruro sodico) utilizzata per due
scopi: come acidificante senza gonfiamento prima della concia al
cromo o come conservante (pelle conservata piclata).
PICLAGGIO
operazione di pickel.
PIEDE QUADRATO unità di misura di
superficie inglese e americana pari a: 1 piede quadro =
929
cm2.
PIGMENTARE operazione di applicazione a
tampone o a spruzzo, di un velo di vernice per la rifinizione di
pelli conciate, a base di elastomeri naturali, artificiali o
sintetici, e contenenti coloranti, plastificanti, pigmenti,
solventi ed acqua.
PILA DI PELLI catasta di pelli, in genere
salate fresche, ma anche in corso di lavorazione o finite,
disposte una sull’ altra ben distese, sia con carne contro carne
che con fiore contro fiore, per sosta di maturazione, trasporto
o magazzinaggio.
PRECONCIA concia parziale e superficiale,
ottenuta con prodotti concianti particolari (tannini sintetici,
formaldeide ecc.) allo scopo di facilitare la successiva concia
al cromo o al vegetale.
PURGA operazione meccanica effettuata sul
lato fiore di pelli in trippa calcinate o sottoposte a
macerazione, con attrezzo o a macchina, che preme e stira, allo
scopo di eliminare dalla struttura dermica delle pelli il
sudiciume, i residui dei peli, sostanze grasse e saponi di
calcio, i residui delle operazioni di riviera. |
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R |
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RAFFINARE
asportare a secco dal lato carne delle
pelli conciate, specialmente per abbigliamento e guanteria, con
apposita macchina, munita di coltelli elicoidali rotanti
(raffinatrice), un sottile strato per uniformare assottigliare
lo spessore.
RAFFINATRICE macchina per raffinare.
RAGGRINZITO, CUOIO cuoio sul quale è stata
provocata, mediante qualche artificio (ad esempio per
trattamenti con tannini molto astringenti) la contrazione del
fiore, allo scopo di ottenere un effetto particolare di rugosità
superficiale.
RASARE asportare dal lato carne di pelli
conciate allo stato umido, specialmente bovine per tomaia e
suola al cromo o al vegetale, con apposita macchina munita di
cilindro con lame (rasatrice), uno strato, per uniformare lo
spessore.
RASATRICE macchina per rasare.
RESA, RENDIMENTO quantità in peso o in
superficie di cuoio o pellame, ottenuta dalla unità di peso di
pelle grezza o di pelle in trippa, o il risultato di una
operazione (ad esempio resa in conciato, in gropponatura ecc).
RICONCIA processo cui si sottopongono le
pelli conciate per ottenere delle modifiche di proprietà ed
aspetto. Si fa con prodotti concianti diversi da quelli della
concia originaria (ad esempio
concia al vegetale dopo concia al cromo), e talora anche uguali.
RIFILARE, RIFILATURA operazione mediante
la quale si asportano le parti non utilizzabili di pelli grezze
o di cuoi. Ha lo scopo di migliorare l’aspetto e di rendere più
agevoli le operazioni successive.
RIFINIZIONE fase finale del processo di
concia, indicante il complesso delle operazioni di verniciatura,
spazzolatura, lucidatura ecc. tese a nobilitare il cuoio. Il
termine può indicare: a. il tipo di prodotto usato (caseina,
nitrocellulosa, resine ecc); b. la tecnica operativa usata (a
spruzzo, con la macchina velatrice, a tampone ecc.); c. l’
effetto ottenuto (anilina, semianilina ecc.).
RINVERDIMENTO trattamento delle pelli
grezze, salate o essiccate per immersione in acqua con aggiunta
di ausiliari (tensioattivi, alcali, antibatterici, ecc.), per
provocarne l’imbibizione di acqua, l’eliminazione del sale e il
ripristino delle caratteristiche delle pelli fresche, appena
macellate.
RITENERE distendere ed ammorbidire le
pelli conciate, ancora allo stato umido, con macchine a cilindro
ruotante con lame elicoidali smussate e rulli portanti ricoperti
di gomma.
RIVIERA, REPARTO reparto di conceria dove
hanno luogo le operazioni di preparazione della concia.
RIVIERA, LAVORI DI l’insieme delle
operazioni che si praticano del reparto riviera. Queste
consistono in: rinverdimento, depilazione, calcinaio,
decalcinazione, purga, macerazione e piclaggio delle pelli. In
questo modo si ottiene la pelle in trippa piclata, che può
essere conservata e commercializzata in questo stato.
ROVESCIATO CON PELO articolo per
abbigliamento detto anche montone rovesciato, ottenuto con pelli
ovine conciate con pelo, rifinite dal lato carne mediante
smerigliatura per ottenere un effetto di velluto o verniciate
per realizzare un fiore finto, nonché con pelo rifinito (rasato,
pareggiato, stirato, lucidato). Secondo il tipo può
indifferentemente presentare il lato carne all’ esterno e pelo
all’ interno o viceversa. |
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S |
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SALAMOIA
soluzione di sale comune satura, usata per la conservazione ad
umido delle pelli fresche.
SALARE, SALATURA trattare con sale le
pelli fresche perché si conservino. La salatura può essere fatta
a secco, cospargendo il lato carne delle pelli con sale in
cristalli, oppure ad umido immergendole in vasche con salamoia.
SATINARE, SATINATURA vedi stiratura
SBAGNATURA, BAGNATURA immersione in acqua
di pelli conciate, conservate allo stato essiccato (in crust)
allo scopo di poterle avviare alle successive operazioni ad
umido (tintura, ingrasso, rifinizione).
SBIANCA, SBIANCAMENTO schiarimento delle
pelli in corso di lavorazione (pelle in trippa) o dopo concia o
tintura, per trattamento con sostanze chimiche ossidanti,
riducenti, acidi ecc.
SCAMOSCIATO pelle comunque conciata e
tinta, smerigliata da fiore o da carne per ottenerne la
sfibratura superficiale con effetto visivo e tattile del
velluto.
SCAMOSCIATO ALL'OLIO
vedi concia all’ olio.
SCAMOSCIATO CON EFFETTO SCRIVENTE tipo di
scamosciato ottenuto da pelli comunque conciate e tinte,
smerigliate da fiore o da carne in modo da presentare una
peluria di altezza tale da conservare i segni superficiali
impressi come una scrittura.
SCARNARE, SCARNATURA eliminare a mano o a
macchina con coltelli, dalla pelle in trippa, il tessuto
sottocutaneo adiposo e il grasso, prima di proseguire con l’
operazione di concia vera e propria.
SCELTA operazione di distinzione in lotti
di pelli grezze, in corso di lavorazione o finite, avventi
caratteristiche omogenee di qualità, spessore, taglia, colore,
pedaggio, destinazione ecc. per poterne ottenere una
classificazione commerciale ed una valutazione merceologica.
SCHIAPPA vedi mezzina.
SCORTICARE, SCORTICO vedi
scuoiatura.
SCORZA CONCIANTE corteccia di piante
legnose ricca in tannini. Per esempio quercia, quebracho ecc.
SCREPOLATURA DEL FIORE spaccatura
superficiale dello strato fiore causata dallo stiramento e
allungamento sotto sforzo della pelle.
SCUOIATURA togliere mediante coltelli la
pelle dall’animale macellato.
SFIORARE, SFIORATURA allontanare il fiore
o per spaccatura o per smerigliatura.
SFREGAMENTO capacità dello strato
superficiale di rifinizione di resistere allo sfregamento, fatto
sia a mano che a macchina, con un tampone secco o inumidito, a
caldo o a freddo.
SGRASSAGGIO trattamento delle pelli nel
corso delle lavorazioni di concia, con solventi o tensioattivi,
per asportare l’eccesso di sostanze grasse naturalmente
presenti.
SLANATURA asportazione del vello da pelli
lanute (ovi-caprine) con processi non distruttivi, allo scopo di
recuperare la lana. Si fa con una pastina depilante o con il
metodo del riscaldo.
SMERIGLIATURA, SMERIGLIATRICE operazione e
rispettiva macchina a rullo ruotante ricoperta di carta
smeriglio, effettuata sulle pelli dal lato fiore, per asportarne
la parte superficiale nel caso abbia difetti e poi rifinirla
eventualmente con sostanze coprenti. La smerigliatura viene
anche fatta dal lato carne.
SOMMACCO
pianta mediterranea coltivata in Sicilia ed in atre regioni a
clima caldo-temperato molto importante per il suo contenuto in
tannini di colore molto chiaro delle sue foglie. Altre specie si
coltivano in altre parti del mondo. Le foglie e il suo strato
vengono usati nella concia e/o riconcia al vegetale per produrre
pellami molto fini e di tinte chiare.
SOSTANTIVITA' affinità di una determinata
sostanza chimica (tannino, colorante, ecc.) per la pelle.
SPACCARE, SPACCATURA, SPACCATRICE
operazione mediante la quale si tagliano le pelli per ricavarne
due o più strati (fiore e crosta). Si può spaccare sia in trippa
che in conciato. L'operazione che si fa solo a macchina.
SPAZZOLARE operazione manuale o a macchina
per la pulitura superficiale di pelli (specie scamosciato) o di
cuoi mediante spazzole.
SPRUZZARE operazione di applicazione di
sostanze di rifinizione fatta per mezzo di una pistola ad aria
compressa.
STAMPARE, SPAMPAGGIOimpressione con
piastre incise e con speciali presse di particolari disegni
sulla superficie del cuoio rifinito, talora di grana di altre
specie di animali a scopo di imitazione, usando pellame
difettoso.
STERCATURA danno di una pelle grezza
(specie bovina) sui fianchi, dovuto al contatto prolungato, in
vita, su giacigli sporchi di orina e di sterco (da dove il
nome). Il difetto sulla pelle conciata appare sotto forma di
rugosità e fiore corroso.
STIRARE, STIRATURA operazione fatta sul
cuoio nel reparto rifinizione consistente nel sottoporlo
all’azione di una piastra di acciaio riscaldata, per ottenere la
spianatura e la lucidatura. |
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T |
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TAMPONARE
operazione di rifinizione del pellame fatta con tampone, ovvero
applicazione con spazzola o tampone imbevuti di vernice.
TANNINI SINTETICI sono tannini ottenuti da
composti chimici (ad esempio fenoli solfonati), ad imitazione di
quelli naturali e con caratteristiche simili di reattività per
le proteine.
TATTO, TOCCO vedi mano.
TELAIO armatura in legno, lamiera forata o
altro materiale rigido, su cui inchiodare o agganciare sotto
tensione le pelli conciate per sottoporle all’ operazione di
essiccamento.
TENSIOATTIVI prodotti chimici di varia
natura, naturali o sintetici, che determinano nelle soluzioni un
abbassamento della tensione superficiale e pertanto favoriscono
la bagnatura e il lavaggio delle pelli con acqua, la
penetrazione in esse delle soluzioni e la solubilizzazione dei
grassi.
TINO recipiente cilindrico, in genere in
legno, ma anche di cemento o mattoni, infossato, dove un tempo
venivano effettuate le operazioni ad umido del processo di
concia.
TINGERE, TINTURA colorare fibre, pelo o
pelli conciate utilizzando prodotti coloranti naturali,
artificiali o sintetici. Le operazioni di tintura sono molto
complesse e pertanto si utilizzano tecniche diverse a seconda
della natura dei coloranti (coloranti acidi, basici, reattivi
ecc.).
TOMAIA parte superiore della scarpa che
ricopre il piede, ma non la sua pianta che poggia invece sul
sottopiede e sulla suola. È costituita da pellame per tomaia più
o meno morbido.
TRIPPA, PELLE IN pelle che ha subito
i trattamenti di preparazione alla concia, e cioè: rinverdimento,
calcinazione, decalcinazione, purga. Ha l’aspetto turgido,
gelatinoso, elastico e scattante proprio della trippa
dell’apparato digerente degli animali. |
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U |
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UGUALIZZARE
portare a spessore costante il pellame o
il cuoio, che naturalmente presenta uno spessore non uniforme
nelle varie parti della sua superficie (groppone, culatta,
fianchi), mediante operazioni meccaniche di spaccatura,
rasatura, smerigliatura, ecc.
UMIDIFICARE, UMIDIFICAZIONE vedi
inumidimento. |
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V |
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VACCHETTE
pelli semiconciate o conciate al vegetale, non rifinite,
provenienti in genere dall’India, che vengono successivamente
ingrassate e tinte per usi diversi (calzature, pelletteria,
valigeria).
VELLUTATA si dice la pelle la cui
superficie è stata rifinita in modo da darle una fine peluria
simile al velluto.
VELOUR sinonimo di pelle vellutata.
VENATURA comparsa del disegno dei vasi
sanguinei sottocutanei nel pellame e nel cuoio finito che ne
determina un deprezzamento.
VERNICE prodotto usato come appretto
composto di lacche naturali o sintetiche (olii siccativi,
resine) con altri componenti e solventi, utilizzato per ottenere
un cuoio verniciato.
VITELLO
giovane bovino, in genere fino a quando si alimenta con solo
latte. Dicesi box-calf la pelle di vitello conciata al cromo e
rifinita liscia, più o meno morbida e destinata a tomaia.
VITELLONE bovino giovane, in genere dopo
svezzamento completo, alimentato al pascolo erboso, detto anche
vitello pesante. Le pelli di vitellone vengono utilizzate per
tomaie al cromo , come quelle di vitello. |
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W |
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WET-BLUE
denominazione di pelli che hanno subito il processo di
preparazione
alla concia fino allo stato di pelli in trippa e solo
successivamente concia al cromo, senza tintura, ingrasso e rifinizione. Si presentano di colore verde azzurro e vengono
conservate e commercializzate allo stato umido. Sono delle pelli
semi lavorate e pertanto devono ancora subire tutte le
operazioni successive per ottenere un cuoio finito.
WET-WHITE
denominazione di pelli in genere leggere (ovi-caprine) che hanno
subito tutte le operazioni fino la concia inclusa (con sali di
alluminio: conia bianca) senza tintura, ingrasso e rifinizione.
Si presentano di color bianco ed hanno destinazione simile al
wet-blue. |
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