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CONCIA
ALL'ALLUMINIO |
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La concia all’alluminio è il
tipo di concia minerale più antico. Il primo conciante
utilizzato è stato l’allume di rocca (minerale di formula KAl(SO4)2•12H2O)
che abbinato al giallo d’uovo come ingrassante e alla farina
fossile come agente riempiente costituisce la cosiddetta concia
glassè. Con questo trattamento si ottiene un cuoio bianco,
morbido ed elastico che veniva utilizzato soprattutto nella
produzione di guanti in pelle di montone.
L’allume di
rocca è ancora utilizzato come prodotto conciante, ma può essere
sostituito con altri sali di alluminio ad esempio solfato, policloruro o triformiato. |
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GENERALITA' SULL'ALLUNINIO
E CONFRONTO CON IL CROMO |
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Il comportamento delle
soluzioni di alluminio è uguale a quello delle soluzioni di
cromo, ad esempio il solfato di alluminio in acqua dà una
reazione acida caratterizzata da tre equilibri idrolitici del
tutto uguali a quelli visti per il cromo. |
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Il complesso alluminio esaquo
si forma istantaneamente dalla dissociazione del sale in acqua,
mentre come ultimo composto della serie di equilibri abbiamo
l’idrato di alluminio che è un sale insolubile di colore bianco.
Gli ioni Cr3+ e Al3+
differiscono però per la configurazione elettronica esterna che
nel caso dell’alluminio corrisponde a quella del neon e perciò
presenta una notevole stabilità.
La possibilità dello ione di formare complessi deriva dalla
ibridizzazione degli orbitali atomici più esterni che sono
vuoti, cioè dei 3s, 3p e 3d. L’alluminio impegna un orbitale s,
tre orbitali p e due orbitali d per formare sei orbitali ibridi
del tipo d2sp3 che presentano la stessa forma, geometria e
disposizione spaziale degli orbitali ibridi visti per il cromo.
Impegnando gli orbitali del livello energetico più esterno gli
orbitali ibridi dell’alluminio risultano meno stabili a
confronto con quelli del cromo, questa differenza si riscontra
in tutti i complessi formati dall’alluminio.
La diversa stabilità dei complessi provoca essenzialmente tre
diversità tra i processi di concia condotti con i due minerali:
1. i tre equilibri idrolitici sono
nettamente più spostati verso destra rispetto a quelli del Cr,
conferiscono così alle soluzioni di Al, a parità di
concentrazione e tipo di sale, un pH inferiore;
2. i tre equilibri idrolitici sono
contenuti tutti in circa una unità di pH mentre quelli del cromo
in 3-4. Questo si traduce nella difficoltà di effettuare una
basifica e, per ovviare a questo inconveniente, si deve
necessariamente lavorare in ambiente ampiamente mascherato in
modo da rallentare il processo di precipitazione dell’idrato di
Al;
3. l’Al forma dei complessi
contenenti diversi atomi di metallo che come forma e struttura
sono uguali a quelli del Cr ma presentano una minore stabilità,
ad esempio l’aggiunta di acido è sufficiente a riportare
l’alluminio da bibasico a monobasico. Nel processo di oxalazione
l’Al forma complessi del tipo indicato nella prossima figura; si
noti che l’oxo composto contiene un solo ponte ossigeno tra i
due atomi del metallo contro i due presenti negli oxo composti
del cromo. Questo spiega la minor stabilità. |
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Per migliorare le condizioni
della concia all’Al vengono introdotti assieme al conciante dei
mascheranti; devono necessariamente essere dei mascheranti più
forti rispetto a quelli utilizzati insieme al Cr.
Gli ioni generalmente utilizzati sono ossalato, tartrato o
formiato, i primi due nel caso della concia al Cr non potevano
essere utilizzati poiché i complessi risultavano essere così
stabili da impedire la concia. Come è stato in precedenza
osservato l’Al richiede l’uso di questi mascheranti molto forti
in modo da sopportare eventuali brusche variazioni di pH.
Utilizzando l’Al e il mascherante in rapporto molare 1:1 si
ottiene al massimo una basicità del 40%, mentre se il sale ha
una basicità inferiore al 20% non viene considerato stabile
perché troppo suscettibile alle aggiunte del basificante.
I complessi di Al non arrivano mai alla stessa basicità di
quelli di cromo formando così dei complessi Al-collagene di
dimensioni inferiori rispetta a quelle ottenibili con la concia
al Cr.
Anche dal punto di vista dell’inquinamento le acque contenenti
Al sono più difficili da trattare e i limiti prescritti dalla
legge Merli sono di 1mg/l per la tab.A e 2mg/l per la tab.C, che
sono esattamente la metà di quelli prescritti per il Cr. |
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FORMULAZIONE DEL
PROCESSO |
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Come conciante era molto
utilizzato l’allume di rocca che è stato poi sostituito dal
policloruro di Al. Questi sali non sono mascherati e per questo
motivo oggi è più conveniente usare il formiato di Al che è già
mascherato.
Si effettua un pikel normale e si aggiunge il 2% espresso come
Al2O3.
La velocità di penetrazione è elevata e una sezione di medio
spessore viene attraversata completamente in due ore. A questo
punto si comincia a basificare e si aggiunge insieme al
basificante un agente ingrassante (che nel caso della concia
glassè era il giallo d’uovo) che va scelto tra quelli con
elevata resistenza agli elettroliti.
Alla fine del processo si scarica il bagno e le pelli vengono
messe a magazzino per qualche settimana in modo da permettere il
completamento della concia.
Trascorso questo periodo di sosta a magazzino si effettua la
sbagnatura, cioè si lavano le pelli con sola acqua in modo da
eliminare tutti i sali si Al solubili non ancora fissati.
Eventualmente si aggiungono durante la sbagnatura dei composti
in grado di formare dei sali solubili con Al; l’eliminazione dei
sali solubili deve essere molto accurata in quanto la loro
presenza non permette di ottenere dei cuoi finiti morbidi.
Al termine della sbagnatura si asciuga il cuoio risulta così
ancora rigido ma raggiungerà la morbidezza desiderata solo dopo
palissonatura.
Nelle fasi precedenti di riviera è necessario effettuare una
decalcinazione perfetta in quanto anche il minimo residuo di
alcalinità nella sezione potrebbe provocare la precipitazione
dell’idrato di Al che, come deposito insolubile sulle fibre,
compromette la morbidezza del cuoio.
Per aumentare la resistenza idrotermica del cuoio conciato
all’alluminio si può aggiungere del Cr (o riconciare con Cr) in
modo da reticolare meglio le fibre.
Altro uso dell’Al è quello di aggiungerlo insieme al Cr, in
questo modo si formano dei complessi che presentano nei riguardi
del collagene la medesima stabilità di quelli contenenti solo Cr
ma si ha il vantaggio di contenere le quantità di Cr scaricate. |
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CARATTERISTICHE DEL
CUOIO CONCIATO ALL'ALLUMINIO |
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I cuoi conciati all’Al sono
meno reticolati rispetto a quelli conciati al Cr (vista la
minore basicità del sale conciante) e per questo motivo
presentano una resistenza idrotermica più scarsa espressa da una
Tg di 80-85°C.
Il cuoio a fine concia sarà di colore bianco e quindi saranno
possibili tinture più uniformi e toni più puri. In genere i
coloranti formano dei complessi più brillanti con l’Al rispetto
agli equivalenti contenenti Cr.
Essendo le fibre meno reticolate aumenta la resistenza allo
strappo, l’adesione tra i vari strati delle fibre è maggiore
quindi aumenta la smerigliabilità della pelle.
Quest’ultima caratteristica ha fatto sì che la concia all’Al
venga utilizzata in particolar modo nel campo degli articoli
scamosciati. |
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