Giovedì 24/02/2011 si è svolto
l'incontro con la Sig. Anna Maria
Fagarazzi, esule istriana, e il
fratello Coriolano Fagarazzi
presidente dell'Ass. nazionale
Venezia Giulia e Dalmazia per
ricordare la tragedia degli italiani
vittime delle foibe e di quelli
costretti all'esodo nell'immediato
dopoguerra.
Si è raccontata una pagina di storia
"bianca", non scritta per tanto
tempo, davanti a un folto pubblico
di studenti dell'ITIS Galilei.
La Preside, presentando i relatori,
ha invitato i ragazzi a imparare da
questa lezione di storia realmente
vissuta, e a riflettere su un
periodo tragico della nostra storia.
E'il dramma vissuto dal popolo
giuliano-dalmata, al nostro confine
orientale dal 1943 in poi. In quelle
terre si scatenò un odio e una furia
sanguinaria da parte dei partigiani
di Tito verso gli italiani
dell'Istria: un'operazione di
pulizia etnica che provocò migliaia
di vittime che venivano, dopo essere
state torturate, gettate nelle
foibe, cavità carsiche profonde
anche 200 metri.
La sig. Fagarazzi, che nel '43 aveva
9 anni, ha parlato all'assemblea,
ammutolita per la commozione, dei
ricordi di quella tragica esperienza
di violenze perpetrate dai
partigiani titini verso familiari e
amici, ha fatto rivivere scene di
terrore e crudeltà efferata a cui
lei, bambina strappata all'infanzia,
fu costretta ad assistere. Quel
dolore - ha sottolineato con energia -
mi ha segnato la vita, mi ha fatto
crescere di colpo, ma mi ha dato
anche la forza di continuare a
vivere per portare la verità alla
luce, per combattere contro le
ingiustizie. Il suo racconto si è
concluso con il ricordo doloroso
dell'esodo degli italiani (350.000)
in fuga dall'Istria verso l'Italia
dopo il 1947, della loro indigenza,
delle umiliazioni patite nei campi
profughi, dopo aver perso tutto:
case, risparmi, familiari
uccisi,tutto forse, ma non la
dignità e il legame con la propria
terra e cultura istriana che è stata
per secoli anche italiana.