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Presentazione del libro di Virginia Busato "Conoscere i cinesi"

ottobre 2007

Sabato 20 ottobre, nel nostro istituto, la dott.ssa Virginia Busato ha tenuto una conferenza sulle tradizioni e il sistema di vita del popolo cinese.

Con un linguaggio diretto e coinvolgente, a commento delle argomentazioni contenute nel suo libro "Conoscere i cinesi", ha fornito ai presenti una chiave interpretativa della cultura cinese, sfidando luoghi consolidati e interpretando determinati atteggiamenti alla luce dell’evoluzione storica, della filosofia, della forma mentis, del galateo dell’”uomo cinese”.

In un momento storico in cui le relazioni tra Italia e Cina si fanno sempre più strette, conoscere l’orizzonte culturale ed esistenziale del colosso asiatico diviene una necessità inderogabile, sia per imprenditori e uomini d’affari sia per chiunque coltivi interessi conoscitivi.

Relazione sulla conferenza (Espartaco Rigo 5D) 

 

Filosofi improvvisati, amanti del bon ton, generosi, leali, amici per la vita, nemici fra loro, ma soprattutto….. orgogliosi: questi sono i cinesi!

Il “fenomeno Cina”
Non è un fenomeno transitorio ma una nuova realtà; ed è nel nostro interesse imparare a conviverci.
L’Italia e la Cina
Per un recupero del settore produttivo e uno sviluppo dell’economia italiana la Cina non deve essere vista come un nemico, ma un partner commerciale e un modello da seguire.
Osservare e imitare
Dice il saggio: “Osservare e imitare sono cose da imparare”. L’italiano in Cina deve diventare “un po’ cinese”: studiare i comportamenti dell’interlocutore, assumerne il punto di vista. Il cinese non ci dirà mai: “Questo è giusto, quest’altro è sbagliato”, o ancora: “Non fare questo fai quello”; ci ascolterà con gentilezza, ma la cortesia non significa concordanza con il nostro pensiero: è il punto di partenza per avviare un rapporto di fiducia e un’intesa che va “costruita” anche con inviti a pranzo o a cena. Attenzione, però: rifiutare un invito fa perdere la faccia ad entrambi.
Chi comanda in Cina?
La società cinese è gerarchica. Chi comanda è l’imprenditore tipo: uomo tra i 50 e i 60 anni, capelli brizzolati, che abbia più esperienza di vita che lavorativa, che sappia capire quali sono gli argomenti importanti su cui vale la pena discutere, che non abbia paura del confronto con collaboratori ed altri imprenditori; il giovane rampante o il manager emergente ha vita dura.
I cinesi sono cortesi ma diffidenti: non esitano a impugnare o denunciare idee ritenute sbagliate; generalmente fanno prevalere il proprio interesse e non collaborano tra loro: Chi tratta con una delegazione deve rispettare la posizione gerarchica dei singoli; in caso contrario non ottiene risposta.
I cinesi e gli italiani
I cinesi sentono forte l’orgoglio nazionale. Con noi italiani hanno un rapporto particolare, di amore-odio, ci considerano migliori degli altri europei perché, come loro, abbiamo alle spalle una cultura millenaria; apprezzano il rispetto che nutriamo verso anziani, donne e bambini, ci invidiano per il nostro benessere. A volte, in quanto eredi del Celeste Impero, dimostrano una sorta di superiority complex: non desiderano essere come gli italiani, però si rammaricano perchè gli italiani non siano cinesi.
Pechino 2008
Le olimpiadi saranno il banco di prova della nuova Cina. Tutto è pronto (ci tengono ad arrivare in forma smagliante). Il prossimo anno davvero “la Cina sarà più vicina”, in tutti i sensi.

Per maggiori informazioni visita il sito www.conscereicinesi.it

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